[ITALY] A CHE PUNTO SONO LE STELLE? o meglio: “ma quando partono sti due!??”

Lug 06, 2016 by nessunofermalestelle in  il viaggio Italy

ECCO UN AGGIORNAMENTO SU COME SIAMO MESSI E COSA CI MANCA PER PARTIRE:

Ci eravamo fermati al 6 maggio.. ecco gli ultimi aggiornamenti..

non ci eravamo ancora visti alla suonatina a Mio Bio, ne’ a quella in Biofficina, di Terre e Libertà, né il grande ballo alla Scighera con l’Asta Bike..ma sopratutto non eravamo ancora stati al Travellers Camp, dove tra le colline parmensi, in una tenda da circo abbiamo conosciuto dei nuovi veri, folli amici viaggiatori..

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Ma facciamo il punto su come siamo messi: iniziamo dalla parte meccanica và!

Dicevamo marcia dopo marcia scandiamo il tempo, ma bruciamo anche frizioni..

Le Star sarebbero giusto andate sotto i ferri proprio di li a poco dall’ultimo post in questione, e parliamo di frizioni spaccate? Ebbene si, e non solo, la 2t c’è stata due volte, a “cuore” aperto sotto le sensibili mani di Gino (chirurgo meccanico), e in sala operatoria c’è stata anche la 4t. La sfiga non ci ha risparmiato neanche qui, tante piccole magagne assillavano i nostri cavalli d’acciaio, come pulci in fondo al pelo.

Per chi ci vuole bene “meglio succeda qui che in viaggio..la sfiga ti prende qui poi ti lascia andare..”, per chi ci vuole meno bene, semplicemente: “sfigati!”.

Ma ora pare che le due piccole stelline godano di buona salute, anzi di una nuova vita, quindi ora possiamo concedergli il trucco e parrucco finale per la grande partenza!

“Quindi partite!!!ve ne andate finalmente!!??quando??”ALT fermi ancora un attimo, sangue freddo:

Per quanto si possa dichiarare di essere pronti a partire per un viaggio come Nessunofermalestelle, io ed Andrea siamo abbastanza pronti, a dire il vero partiremmo domani..ma mancano le ultime scartoffie..roba da niente eh, si fa per dire! Visti di IRAN e PAKISTAN..

Le malelingue (giusto per essere coerente sullo stile schizofrenico del post) diranno che siamo i soliti sprovveduti a non avere ancora i visti, ma in realtà era tutto calcolato, tempi compresi, ovvero ottenerli a ridosso della partenza per averne una scadenza più lontana nel tempo, ovvero avere 3 mesi per entrare in Iran e 5 mesi circa per arrivare in Pakistan. Quello che NON avevamo calcolato è che proprio in questi giorni Maometto, ricevette la rivelazione del Corano dall’arcangelo Gabriele e il mondo musulmano è nel “mese caldo”, ovvero il Ramadan. La settimana che quest’anno va dal 4 al 10 luglio è la settimana che vede la rivelazione della luna nel cielo, quindi la fine del digiuno e quindi festa grande. Siamo molto felici di questi momenti di gioia per i fedeli musulmani, ma le pratiche dei nostri visti sono ancora bloccati sotto qualche catasta di datteri del Fitùr nell’ambasciata Pakistana.

Non ci siamo fatti prendere dallo sconforto, dovendo rimandare una presunta data di partenza ( che avevamo ipotizzato come 10 luglio), ma anzi, la prendiamo come occasione per prepararci al meglio!

Ieri, martedì 5 luglio, ritirate le Patenti Internazionali convezione Vienna e martedì prossimo aspettiamo i visti dell’Iran, poi a Roma per quelli Pakistani!

patenti internazionali

Appena avremo i visti in mano o la certezza di averli pubblicheremo la partenza ufficiale di nessunofermalestelle!

Intanto…cerchiamo di non perdere la concentrazione!

[SERBIA] Il giovane liutaio di Zemun, Belgrado

Ago 05, 2016

A volte capita inaspettatamente, certe persone sono dotate di spontanea generosità e non c’è molto altro d’aggiungere…

Qualche giorno fa mi cade la chitarra mentre sto guidando fra le vie di Belgrado. Sembra non essersi fatta nulla ma quando apro la custodia, dannazione, si è scollata la tavola armonica dalla parte del ponte! La mia compagna di viaggio, sicuramente più armonica e dolce di Pietro, con una ferita aperta dopo appena due settimane.

Così il mattino dopo, grazie all’aiuto di Bojan dell’associazione Young Researchers of Serbia, cerco su google qualche liutaio della zona e tiro fuori il contatto di uno che si trova a Zemun, il tranquillo quartiere in riva al Danubio dove già ero stato il giorno prima a passeggiare.

Mi presento subito da lui. Il suo laboratorio non è nient’altro che una stanza del suo appartamento. Giusto qualche chitarra smontata, qualche amplificatore… Dice di sapere qualche parola di inglese, ma infondo gli basta vedere la chitarra per capire subito il problema. Gli parlo del nostro viaggio, la vespa, il Vietnam, gli lascio un adesivo.  Nel frattempo arriva anche la sua giovane moglie. Spiego che la chitarra mi serve quanto prima perchè oggi stesso dobbiamo rimetterci in marcia (siamo in fatti a Belgrado da 3 notti). Lui, preso un po’ alla sprovvista mi dice che riesce a fare tutto per le 5 del pomeriggio. Perfetto! A dopo.

Quando torno la mia chitarra è pronta, tiro fuori i 20 euro su cui ci eravamo accordati per la riparazione e … “Nothing, it’s free!” dice sorridendo col suo scarso inglese dal forte accento serbo “You have to save money for your trip!

Ho provato a controbattere, infondo quei soldi  non erano niente per una riparazione così tempestiva. Poi però ho subito realizzato che per lui, per quel poco che mi conosceva e che poco poteva cambiare alla sua vita, regalarmi la sua riparazione, ovvero la sua arte, valeva molto di più di quei 20 euro. E così ci siamo fatti una foto insieme e dati una profonda stretta di mano.

Tutto qua. Perché viaggiare è una ricchezza enorme e di tanto in tanto riesci a scambiarla quasi fosse una moneta. Quella moneta unica, emessa solo dalle tue esperienze e di enorme valore per chi la sa apprezzare.

Il liutaio in questione si chiama Goran e questo è il suo sito, e chissà mai se saprà che ho scritto di lui…

Andrea

[TURCHIA] HASANKEYF, un gioiello che verrà sommerso

Set 17, 2016

I luoghi a questo mondo si dividono in quelli che vedi per la prima volta e quelli in cui sei già stato almeno una volta.
Nei secondi, oltre a riconoscere il posto, ritrovi anche traccia del tuo passaggio. Entrambi (tu e il posto) vi troverete cambiati.
Il tempo è una forza dinamica che trasforma. Come il vento soffiando sulle rocce per millenni le leviga, così, anche solo pochi anni bastano a far cambiar volto a un piccolo paesino sulle rive del Tigri in Turchia sud-orientale.

 

Hasankeyf
Hasankeyf nella regione di Batman, Turchia

“Ecco Hasankeyf,

appena dopo il ponte dovrebbero vedersi i miei amati ristorantini costruiti sulla palafitte sopra il fiume, in cui sette anni fa mangiai pesce e da allora ogni volta che mi chiedono qual’è il posto più bello del mondo io dico: qui, Hasankeyf! Perchè oltre al fiume, le grotte, il cibo e il mercato, c’è anche un meraviglioso e immenso sito archeologico composto da antiche case scavate nella roccia fino ad arrivare al castello che sormonta tutta la rocca.”

Oltrepasso il ponte, mi giro a destra, pronto a indicare a Pietro quel che da tempo ho aspettato di fargli vedere.  Invece nulla. La spiaggia è deserta. Dove sono i ristorantini di pesce alla griglia?

 

dallalto

 

Poco più avanti l’Hasankeyf Motel c’è ancora,

ci avevo dormito anni fa, insieme ad altri turisti che come me si spingevano in questo remoto angolo di mondo. Oggi invece noi siamo i primi turisti da non si capisce quanto tempo… e forse anche gli ultimi (la famiglia che gestisce l’hotel ha deciso ormai di chiudere i battenti). L’edificio è molto spoglio ma affaccia con degli accoglienti balconcini proprio sopra il Tigri di cui si sente il piacevole suono.
Ci facciamo raccontare cosa è successo.

 

Hasankeyf
l’Hasankeyf Motel, dopo il ponte sulla sinistra e i fratelli Mahmud e Ercan

 

“Hanno chiuso tutto.

Sono cadute delle pietre qualche hanno fa, dal costone in alto fin giù sulla spiaggia, qualcuno è pure morto (??), al castello non si può andare, i ristoranti si sono spostati sul lato opposto del ponte. Qui in Kurdistan sono ricominciati i problemi, guerriglieri curdi e soldati dell’esercito turco hanno ricominciato a combattere, aggiungici poi la guerra in Siria (a pochi chilometri da qui) ma soprattutto il fatto che questo paese verrà presto sommerso da un imponente diga nel giro di pochi anni…”

Hasankeyf
Ma quante ne ha viste questo fiume? Quante popolazioni, civiltà, culture ha dissetato e nutrito? E’ come un vecchio nonno che ti racconta storie di altre epoche mentre tu ascolti pacificamente e i bambini giocano nelle sue acque.

 

Hasankeyf
il bazar di Hasankeyf

 

ristorantini
i ristoranti di pesce ora si sono spostati dall’altro lato del ponte. posizione meno suggestiva rispetto al passato.

Sono profondamene amareggiato, mi sento impotente,

Hasankeyf sta lentamente morendo e io assisto alla sua agonia. La storia della diga che sommergerà tutto la conoscevo, ma sette anni fa mi sembrava così assurda che stentavo a crederci. Oggi devo ricredermi di fronte all’evidenza della Nuova Hasankeyf che stanno costruendo al di la del fiume in posizione più rialzata.

 

Hasankeyf
la nuova Hasankeyf in costruzione. Presto gli abitanti si sposteranno in queste nuove abitazioni.

Allo stesso tempo mi sento fortunato per aver potuto visitare questo posto,

quando ancora era possibile percorrerlo in ogni suo anfratto, quasi sembrava ancora riflettere i gloriosi tempi del passato. Ora una scarna e asettica recinzione mi separa da quella Hasankeyf che ricordavo.

 

Hasankeyf
questo è solo l’ingresso dell’antica città di Hasankeyf ma ora non vi si può più accedere

 

Hasankeyf
una grotta ancora abitata fuori dal sito archeologico

Hasankeyf verrà sommersa, un gioiello del nostro pianeta nascosto per sempre.

Il Tigri, nemmeno lui potrà opporsi a tale gesto di ignoranza.

Lui che per secoli ne ha dolcemente bagnato le riva un giorno si vedrà costretto a sommergerla violentemente.

Come un uomo indotto senza altre possibilità a uccidere il suo più caro amico. Crudeltà.

 

Intanto gli abitanti vivono rassegnati la vita di tutti i giorni,

mentre la noia e la desolazione calata all’improvviso quasi li induce all’indifferenza per le sorti di questo luogo.

 

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l’attesa di un futuro incerto

 

Per conoscere gli aggiornamenti sui lavori della diga visitate questo sito www.hasankeyfmatters.com

(andrea)

[CROATIA] ZELJAVA – Tito’s secret Airbase (VIDEO)

Lug 28, 2016

There are no informations on the road to reach the old dismissed Zeljava Airbase, used by Tito during his dictaturship. It’s just at the border between Croatia and Bosnia Herzegovina. From the main road heading to the border you have to exit and follow the ATTENTION MINES signs.

ZELJAVA AIRBASE – video

After some long streets in the midle of nothing you’ll find the first runway. The atmosphere is sombre and the temperature get cold. The only still alive signs are the white lines on the runway and an old destroyed airplan. Inside the mountains you find the hangars, huge digs in the rock. No light inside and impossibile to see anything!

Zeljava Airbase

We went there on 2016, we explored the place and shoot this video!

Zeljava Airbase

 

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