DALLA VESPA ALL’APECAR

Lug 19, 2018 by nessunofermalestelle in  Blog Uncategorized

 

POSSIAMO SALVARE LA CASA DI TIZIANO TERZANI A BANGKOK! DIAMO NUOVA VITA ALLA TOURTLE HOUSE..

Mar 26, 2017

 

Nel lungo viaggio da Milano verso Saigon, diversi libri sono passati dall’inchiostro elettronico del mio e-book, ma “Un indovino mi disse”di Tiziano Terzani mi ha affascinato e trascinato verso est ancor prima di arrivarci sulle due ruote. Tra le pagine del romanzo lo sguardo di Terzani talvolta si alza dal foglio e si guarda attorno abbandonandosi a digressioni sulla casa dove stava scrivendo: la Tourtle house, una casa di legno in riva ad un laghetto, immersa in una piccola foresta tropicale proprio nel centro di Bangkok, circondata da immensi palazzi di cemento che pare la guardino minacciosi.

Qualche giorno fa a Chiang Mai, prima di rimettermi in moto per Bangkok, cercavo informazioni sulla Tourtle house e mi sono imbattuto casualmente nel post di Mangia Vivi Viaggia e nella petizione lanciata da Teresa Pisanò (link in fondo al post) per evitare che la casa sia rasa al suolo.

Tra le vie attorno Sukhumvit centri commerciali e rombanti tuk tuk la fanno da padroni, ma c’è un’oasi nascosta..

Phrom Mit Alley svolta a novanta in Soi Sukhumvit Road e canne di bambù prendono il posto delle alte mura delle proprietà adiacenti. Alzandomi in piedi sull’ Aranciona lancio lo sguardo tra la fitta vegetazione tropicale, una vera giungla urbana. Parcheggio e sbircio come un ladro tra una canna e l’altra fino ad arrivare al portone che con immensa sorpresa trovo aperto! Con l’amica Kanchana e il vecchio proprietario dello street restaurant di fronte entriamo nella proprietà. Sono emozionato come un bambino..

Un sentiero di mattonelle accompagna tra la rigogliosa vegetazione. Si presenta subito Kamsing guardiano della casa da più di trent’anni. Camminiamo insieme attorno al piccolo laghetto artificiale armoniosamente invaso da mangrovie e liane per arrivare alla piccola villetta in legno e il gazebo- palafitta dove Terzani e la moglie Angela avevano l’abitudine di leggere e scrivere. Varcata la veranda che si affaccia sul giardino, si scorge attraverso la grande vetrata la sala. Sulle mensole qualche libro e tre foto del periodo in cui i Terzani vissero qui, in una delle foto vediamo anche il giovanissimo Kamsing.
Passiamo al piano superiore passando attraverso le stanze della residenza ed arriviamo al terrazzo che guarda sulla proprietà, qui la vista è impressionante.. cercando di guardare il cielo tra le fronde degli alberi si vede solo cemento e finestre dei palazzi accanto.

Il guardiano ci racconta la storia della casa. Dopo il 1994, quando Terzani lasciò Bangkok, la casa restò sfitta per qualche tempo per poi diventare il lussuoso Lai Thai Restaurant fino a un anno fà circa. Le proprietarie della casa sono due sorelle che fortunatamente non sono entrambe d’accordo nella vendita della casa, la situazione è bloccata perchè non si trova un accordo, ci racconta Kamsing, quindi forse quindi c’è ancora la possibilità di salvare questo luogo magico!

Il valore di vendita della casa si aggira attorno ai 5 milioni di euro e l’affitto pare intorno ai 5000 euro al mese.. sono molti è vero, ma se consideriamo che tutti i giorni decine e decine di persone, sopratutto italiani e tedeschi entrano nella casa seguendo indizi non ufficiali, con la proposta di Teresa Pisanò di una casa Museo di Terzani, un centro culturale dove organizzare eventi e una scuola di Italiano, il luogo diventerebbe sicuramente noto e attrarrebbe curiosi turisti in pellegrinaggio e potrebbe autosostenersi con un biglietto d’ingresso, o con le attività proposte, o perchè no grazie anche all’aiuto del ministero della cultura italiano..

Salvare questa casa significa salvare un luogo legato alla memoria di Terzani, dello scrittore che diete vita a Buonanotte signor Lenin e Un indovino mi disse proprio seduto sulla riva di quel piccolo laghetto, ma significa anche salvare la memoria della Bangkok che ormai non esiste più, la casa infatti risale a più di cent’anni fà, quando decine di villette fiorivano proprio in questo quartiere..

aiutiamo questa casa magica a resistere alle colate di cemento e diamogli nuova vita!

Ecco il link della petizione—> https://www.change.org/p/salviamo-turtle-house-la-casa-a-ba…

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UN ESPRESSO PER CALCUTTA

Feb 07, 2017

UN ESPRESSO PER CALCUTTA

Quando sembrava quasi impossibile riuscire a sfondare le famose porte del sud est asiatico.. e la testa si riempiva di insoddisfacenti e maledettissimi PIANI B, si apre uno spiraglio.

C’è sempre qualche tedesco in giro per il mondo in moto..dopo due mesi ritrovo infatti Marvin che a sua volta trova Jurgen e così nasce un trio per la Birmania! Entro fine febbraio si passa! Di fatto l’unico modo per passare questo stato è entrare con un tour guidato e per evitare il salasso è indispensabile formare un gruppo per dividere i costi.

C’è poi la questione Thailandia, per la quale ho ottenuto uno degli ultimi permessi speciali per attraversarla senza guida, ma nonostante ciò, la documentazione da inviare sembra non finire mai e a Calcutta dovrò preparare le ultime carte. Come se non bastasse l’Aranciona mi tiene i pensiero con un sinistro ticchettare di biella..stia mica sbiellando anche lei!! Spero di non doverla mettere sotto i ferri..

Circa 1600 km per Calcutta e altrettanti fino a Moreh, città di frontiera con il Myanmar… Il tempo non è molto, la strada è lunga, qualche pratica burocratica da sbrigare e gli imprevisti non li contiamo, quindi valuto la possibilità di caricare me e l’Aranciona sul treno Chennay – Calcutta..

Arrivo nella capitale Tamil nel tardo pomeriggio e chiedo informazione per i treni e trovo inaspettatamente un posto sull’espresso delle 23,45.. corro al parcel office e spoglio la fedele destriera di sacchi e zaini e la svuoto dalla benzina rimanente e SVendo quella nella tanica aduna combriccola di piloti tuk tuk nel parcheggio della stazione.

ci troviamo quindi a viaggiare a motore spento per la prima volta dopo le bizze pakistane, ma questa volta l’Aranciona viaggia comoda letteralmente sdraiata su sacchi di Mango, io appollaiato su una “cuccetta”con il naso da un palmo dal soffitto.

Il treno è stracolmo.. le brandine appese alle catene scendono a fianco di instancabili ventilatori che si spegneranno solo nei pressi di Calcutta. Sul treno intere famiglie, gruppi di ragazzi e uomini soli attraversano mezzo continente indiano..si percepisce euforia e tensione.. c’è chi aspetta questo viaggio da mesi, infatti se non sei un turista o molto ricco, le liste di attesa sono lunghissime. C’è chi si è organizzato con il proprio cibo in cartocci di giornale e chi compra dai venditori che instancabili corrono con ogni genere di cibo, te e caffe, ognuno col suo ritornello o litania. Cercando la mia carrozza nella stazione di Chennay ho sbirciato nel “vagone ristorante” e sembra surreale vedere una cucina da strada su un convoglio in movimento quasi senza sosta per più di 24 ore…pentole d’olio bollente friggono, recipienti di riso stracolmi e tavoli da cucina per impastare chapati e roti..

il viaggio passa veloce come il paesaggio fuori…mentre la campagna scorre dalle porte aperte del treno con i suoi campi di fieno, pastori con greggi di capre e vacche, il cullare del treno con il suo ritmico rumore dei binari copre il vociare costante dell’umanità varia li presente e mi porta in un sonno profondo..

Arrivo in perfetto orario alla stazione di Calcutta alle 4 am. Recupero la mia bella dai dolci manghi che l’hanno accompagnata per 1600 km. Ci metterò più di un ora per risvegliarla..e non basta un bacio come con la bella addormentata.. quando si impunta l’Aranciona fa incazzare e sudare più di un mulo.. non ne voleva sapere di ripartire..forse stanca? Forse offesa?

Calcutta emoziona.. di un emozione che spesso assomiglia ad un pugno in pancia. Taxi Ambassor rigorosamente gialli sfrecciano tra le strade trafficate, sbandando tra carretti, portantine e sferraglianti tram senza finestre..qualche mercedes fiammante con carrozzeria immacolata talmente fuori luogo che sembra venire da un altro pianeta, anche più di un biondo su uno scooter arancione.

Ai bordi delle strade intere famiglie vivono sui marciapiedi, le culle dei neonati spesso sono semplici cartoni a terra, cani agonizzanti muoiono di fame .. uomini indifferenti/ indaffarati camminano driblando questa umanità devastata in distratte conversazioni al cellulare….distogliere lo sguardo mi fa sentire un vigliacco..

Inoltrandomi nel quartiere di Sudder st.. si entra in una Londra post atomica decadente.. i palazzi popolari rossastri erano quelli che nella capitale dell’impero britannico ospitavano il proletariato bianco..ora tra quei vicoli si vende qualsiasi tipo di animale macellato.. la cui frollatura involontaria delle carni avviene sulla strada assorbendo tutti gli odori possibili. Migliaia di polli attendono la propria ora già con le ali spezzate dentro enormi sacchi, per poi passare dal sottobanco di lavoro al banco vero e proprio …quello del macellaio…attendere la propria ora quando sulla tua testa senti battere la mannaia e pensare di essere il prossimo non deve essere così confortante.

Sono quasi le sette e gli hotel della zona Bed Bugs sono tutti pieni.. qualcuno ancora dorme..

inzuppo un paio di biscotti in qualche tè con latte e rinizio la ricerca di un posto per la notte..quando la notte è appena finita..

Come al solito il turismo locale mi anticipa nei weekend e le guest house sono tutte full.. anche quelle non full lo diventano per me che viaggio solo…è molto più remunerativo farci dormire 4 persone…e gli indiani viaggiano sempre in gruppo.

Mi consigliano l’associazione buddista di Calcutta che mi lascia una stanza a 300 rupie che poi assomiglia di più ad una cella monastica.. i miei compagni di pianerottolo una coppia di bonzi tibetani. La giornata è iniziata ore fa, ma il mondo si sveglia ora e devo ancora andare al consolato italiano nell’ultimo giorno di apertura settimanale per farmi certificare la traduzione del libretto della moto.

L’indomani mi sposterò dalla cella buddhista a quella protestante del Salvation Army..un centro per i servizi sociali… sempre cella rimane, ma almeno più luminosa..

il 5 febbraio 2017 lascio questa Londra post atomica, i macelli nei mercati, lascio disperati sotto le coperte luride, lascio i cani agonizzanti morire di fame e alle altre bestie i loro macelli, lascio quei muri ammuffiti, i letti di paglia, i clacson anni ’60 e i bagni a cielo aperto, lascio i fumanti chay nelle terracotte.. lascio con un sospiro di sollievo Calcutta per iniziare la risalita verso le terre selvagge del nord est..

Intorno al mondo senza amore come un pacco postale senza nessuno che le chiede come va…

Lug 05, 2017

Intorno al mondo senza amore
come un pacco postale
senza nessuno che le chiede come va…

dopo un anno insieme come una coppia di ferro, dall’Italia al Vietnam, dopo più di 45000 km sulla tua sella, arriva il momento della nostra separazione..
E’ arrivato il momento di lasciarti andare verso i mari del nord assieme ai marinai, mascalzoni ed imprudenti..
.. il mio animo è inquieto e la nostalgia già mi prende.. ma ti penserò,li’ sul ponte a condividere del liquore oltre il confine del mare..

ti chiedo solo di farti trovare al porto di Le Havre per un altra avventura.. il nostro Tour de France..

ma per raggiungerti c’è da camminare.. più di 200km da Parigi lungo la Senna.. quindi non mi abbandonare.

buon viaggio o mia vergine di ferro..

tuo..pietro

to be continued….

Nessuno Ferma le Stelle – un viaggio da Milano a Saigon in Star

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after one year toghether, after 45000km, from Italy to Vietnam, like a couple, the time to leave you it’s come.
with saylors, i hope gentlemen, you will cross the oceans until northern cold seas..
see you in Le Havre for an other adventure.. our tour de France..

but before …i need to walk more than 200km.. on the Senna river..

to be continued…

thx to Mr. Pat Joynt and all the crew of Saigon scooter center

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