Descrizione di un secondo di pensiero nella testa di un viaggiatore a Sultanahmet

Gen 15, 2016 by nessunofermalestelle in  andrea chi siamo

Poco più di un anno fa ero ad Istanbul per accompagnare un viaggio di Vagabondo Viaggi e scrissi questo breve racconto. Dopo l’attentato di pochi giorni fa nella piazza di Sultanahmet, accaduto in circostanze molto simili a quelle in cui mi trovavo, sento di condividere questo scritto. Nell’attesa di tornare in quella bellissima piazza… sulla mia Star!

Eccoti qua Andrea, in questa stessa piazza dove arrivasti quanti anni fa? Cinque? Sei? Chi se lo ricorda… in quel viaggio che sembrava essere di sola andata, che magari non saresti tornato più. Partito dalla porta d’Oriente e per la prima volta in Asia.

Eri il solito tu, con lo zaino in spalla, il cappello, la chitarra e un fedele taccuino a tenerti compagnia. Quando ancora si poteva sparire senza che nessuno sapesse dove eri, quando eri tu a decidere di comparire nella giornata di qualcuno, magari con un messaggio, una telefonata, e poi sparire di nuovo. Quando non si aveva paura a rimanere soli per un po’, anzi si godeva nel rimanere soli magari distesi a guardare un paesaggio per ore… Hagia_Sophia__from_sultanahmet

Eccoti qua nella piazza di Sultanahmet vecchio amico, dove appoggiasti il tuo carico e togliendoti il cappello ti misi a osservare quella strana costruzione che tanto assomigliava a un’astronave invasa da un formicaio di persone di ogni dove: bambini, donne, signori, vecchi, venditori. Alto in cielo il sole, quel sole di primavera, dei tuoi 20 anni che ti avevano regalato un passaporto e affidato al destino dei viaggiatori che a volte tornano e a volte no. Per qualche tempo hai pensato di appartenere al secondo gruppo, quelli che non tornano, quelli che la vita è una strada sempre dritta, sempre maestra, nessun sentiero di ripiego, nessuna retromarcia. Benzina, chilometri, sedili di treni e pagine che si riempivano, con la tua calligrafia, i tuoi pensieri, la tua firma… il cuore pieno di emozioni, lo stomaco una valigia piena di oggetti, ognuno con un significato, un ricordo e tanti nomi di persone, amici e donne del passato e del presente.

Intorno a me altri viaggiatori, non conosco nessuno di loro, non so cosa si cela dietro alla loro decisione di partire, perché c’è sempre una motivazione per partire e non venite a dirmi che siete appassionati di turismo! Non sono le foto che scatterete, i racconti che racconterete, i regali che acquisterete il motivo per il quale siete qui.

Istanbul non è una città come le altre Signori. Istanbul è quel ponte che è sempre stato davanti a voi e non avete mai avuto il coraggio di attraversare, al di là c’è l’Oriente, la porta d’ingresso del sole.

Muoversi verso Oriente significa andare in direzione contraria al movimento del Sole, sfidare quel moto ostinato e continuo che da sempre alterna il giorno alla notte e da forma al Tempo, quella strana cosa che ci fa cambiare o che fa cambiare gli altri, che ci ha fatto incontrare e ci ha fatto perdere, ci ha fatto dimenticare o ricordare, che allieva il dolore ma allo stesso tempo ci allontana dal giorno di gioia. Insomma, quella forza che altro non fa che farci invecchiare. E allora non venitemi a raccontare che non è così signori, voi volete tornare indietro, volete riavvolgere il nastro, e ritornare a un preciso momento, vero? Quale momento? Lo tenete segreto e non lo rivelate a nessuno.

Io sono qui per ritornare là, a quel tempo passato. Provare l’ebbrezza di quel momento preciso in cui scesi dall’autobus proveniente da Sofia e vidi per la prima volta un minareto e ne sentii il richiamo alla preghiera. A voi che effetto fa? Siete mai stati a Istanbul miei cari compagni di viaggio?

Solo una cosa,
vi guardo,
mi chiedo?
“Mi direte mai perché siete qui, viaggiatori?”

(Andrea)

Viaggiare troppo ci fa diventare dei “fuori di testa”?

Apr 02, 2016

E’ una domanda che mi sono sempre fatto e su cui ho avuto solo parziali risposte. Viaggiando per molti anni e conoscendo altri viaggiatori ho riflettuto su alcune questioni che mi piacerebbe condividere con voi.

In primis bisognerebbe partire dalla definizione di “fuori di testa“. Ognuno di noi può dire la sua e dipende sicuramente da ogni cultura, ma si può generalmente affermare che significa “non essere allineato“, ovvero comportarsi e pensare in maniera sicuramente dissimile dalla maggioranza delle persone che vivono nel posto in cui ci si trova, fino ad abbracciare un personalissimo e unico stile di vita e conseguente visione del mondo.

Questo fatto accade perchè in viaggio vengono meno molti punti di riferimento che abitualmente sono i punti cardini su cui si imposta la propria quotidianità e sulla quale costruiamo la realtà. Le neccessità e le aspettative di chi viaggia sono sicuramente diverse da chi vive sedentario. E mentre il secondo in qualche modo si “difende” dalla vita e cerca di raggiungere una sicurezza nella quale vivere, il primo “attacca” la vita! In tutte le forme e situazioni.

Bunyonyi
attraversando in canoa il Bunyonyi Lake in Uganda

Il viaggiatore cerca la montagna per valicarla, la frontiera per oltrepassarla, il fiume per guadarlo, la foresta per attraversarla, il problema per risolverlo. Inoltre il desiderio di scoprire l’ignoto evidenzia un’inclinazione a voler mettere in discussione le proprie certezze, vedere le cose per quello che sono, senza occhiali, senza filtri (per quanto possibile…). Testimoniare luoghi e situazioni impensabili è qualcosa che accresce la sua soddisfazione. Questo approccio alla vita finisce per entrare nel sangue del viaggiatore che anche una volta tornato nel suo luogo di provenienza cercherà, consapevolmente o inconsapevolmente, di mettere in atto.

Inoltre chi passa molto tempo lontano da casa finisce per perdersi molti fatti e avvenimenti locali che entrano a far parte della memoria collettiva degli “stanziali”. Tale mancanza crea una distanza che va recuperata. Per cui il viaggiatore al ritorno da un lungo viaggio si ritrova come in un limbo dove lui è diverso dagli altri e il luogo non è lo stesso che ha lasciato alla sua partenza.

Tutto questo lo può portare ad essere considerato “fuori di testa”, poichè secondo gli altri egli non ha una visione “chiara” (o allineata) della realtà. E forse sarà così, o forse avrà una visione molto più chiara di molte più realtà, tutte quelle che i suoi occhi hanno visto e vissuto…

In conclusione con questo piccolo post non volevo dire niente di più importante di quel che potete pensare voi in merito, forse me ne sto semplicemente andando già “fuori di testa”… ; – )

Mancano 3 mesi alla partenza. Saluti a tutti!

(Andrea)

PS.
Ci sarebbe molto altro d’aggiungere su questo tema. Devo confessare di aver visto persone che nel mondo si sono perse veramente e non si sono trovate più, purtroppo ci sono ve lo assicuro, ma forse questo non ha a che fare con il “viaggio” piuttosto con il proprio percorso di vita (che è un altra cosa…)

NESSUNOFERMALESTELLE e il NON- RACCONTO di VIAGGIO a Quarto sPosto + live dei TRIO QUATER

Nov 22, 2017

Un VIAGGIO da Milano a Saigon in Scooter, 14 mesi in sella ad uno scooter, più di 40000 km sotto le ruote e 20 paesi alle spalle..

un NON- RACCONTO di viaggio senza schemi, una NON – INTERVISTA ..

un DIALOGO informale con il pubblico con la complicità della band dei TRIO QUATER e contornata da IMMAGINI e VIDEO .

uscito dalle cucine e il divano blu di QUARTO POSTO un anno fa, ritrovo QUARTOsPOSTO in una nuova veste e nuova sede, ma questa volta dall’altro lato della quinta anzi della quarta!

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h.21.00 CENA ETNICA

h.21.30 PRESENTAZIONE e DIALOGO CON INSERTI MUSICALI

H.22.30 CONCERTO “TRIO QUATER

a seguire chiacchera libera e bicipite al bancone

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un viaggio sulle tracce del più folle scrittore vespista GIORGIO BETTINELLI. abbiamo percorso il suo itinerario 25 anni dopo, cosa è cambiato? come cambiano un viaggio le nuove TECNOLOGIE e i SOCIAL NETWORK? perchè partire? CORAGGIO? FUGA? O RIAPPROPRIAZIONE del nostro TEMPO?

insomma PARLIAMONE L’1 DICEMBRE A QUARTOsPOSTO in via Lessona 21. Milano!

vi aspetto curiosi!

QUARTOsPOSTO via Lessona, 21 Milano- sede circolo Meazza 

INGRESSO LIBERO – CENA 8 EURO CON PRENOTAZIONE CONSIGLIATA

info e prenotazioni >>>4posto@gmail.com

info viaggio e link : nessunofermalestelle.org

 

 

Viaggiare da soli o con un amic@?

Apr 24, 2016

Viaggiare in solitaria o viaggiare in coppia sono due dei tanti modi con cui approcciarsi a un viaggio e sicuramente lo determinano alla base. Soprattutto nel caso di viaggi di più mesi…

Parto da un semplice presupposto, reminiscenza dei miei studi universitari durante il corso di Sociologia: l‘identità è una costruzione sociale. In poche parole noi siamo in relazione agli altri, la nostra personalità può cambiare a seconda delle persone che ci circondano. Inoltre l’identità è la base delle nostre credenze e personalità.

  • Nel primo caso chi parte molla tutto e si trova da solo ad affrontare un nuovo cammino, potrà contare su se stesso e sulle nuove conoscenze. In un certo modo, consapevolmente o inconsapevolmente, si getterà alle spalle il passato e potrà scegliere, per quanto possibile, di spogliarsi di tutti i suoi tratti caratteriali per rinascere sotto una nuova veste. Ovvio che non si può pensare di cambiare drasticamente da un giorno all’altro, ma ciò che conta è il desiderio esplicito o implicito nel volerlo fare. Chi sceglie di viaggiare da solo crede in se stesso e sa di poter bastare a se stesso per affrontare la vita, una vita comunque piena di nuovi incontri che saranno anzi facilitati dal fatto di non avere freni e necessità di condividere.
  • Nel secondo caso, ovvero partire con qualcuno, vuol dire un po’ il contrario di quanto detto prima. L’amico/a al tuo fianco testimonierà chi eri e da dove vieni, parteciperà alla tua personalità che dunque rimarrà legata un po’ di più al passato. La motivazione alla base di questa scelta è il non volersi spogliare completamente da se stessi, rimanere quello che si era e crescere di conseguenza. Non è detto che si sarà più frenati a conoscere persone, questo dipende da chi viaggia. Chi sceglie questa modalità sceglie prima di tutto un buon amico/a, perchè sa di voler portarsi dietro solo cose positive (e vorrei vedere!).

Dopo questa prima parte un po “psicologica” bisogna aggiungere che viaggiare insieme a qualcuno comporta sicuramente dei processi di mediazione tra uno e l’altro per prendere insieme decisioni. E’ un po come la vita di coppia, ne più ne meno… L’importante è tenere come obbiettivo quello di non lasciarsi e poi tutte le strade sono valide (anche prendersi a cazzotti amichevolmente!). Ci saranno momenti di forte intesa e altri di cosiddetto “scazzo”. Un po’ come la strada, a volte liscia a volte piena di buche. Ma mai aver paura di dire ciò che si pensa! E non bisogna nemmeno aver timore nel voler starsene un po’ da soli, anche giorni interi, è utile e essenziale. Tra buoni amici ci si capisce.

Il piacere di condividere un viaggio con un amico non ha prezzo, quasi quanto il piacere di viaggiare da soli. Sono scelte da fare in base al proprio periodo di vita che si sta affrontando.

Vuoi lasciarti tutto alle spalle o portarti dietro ciò che hai costruito?

(Andrea)

 

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