[GRECIA] PORTOKALI beach. Il Monte Athos è un monaco gigante.

Ago 26, 2016 by nessunofermalestelle in  andrea Blog Grecia il viaggio

E’ un insieme di cose che mi ha fatto meravigliare di questo posto. Portokali Beach (Orange beach, per chi non riuscisse a ricordarsi il nome) è un campeggio libero a ridosso di un mare cristallino della Grecia settentrionale.

 

portokali beach

 

Tante persone diverse immerse nella natura. Niente corrente, niente acqua, niente servizi.
Riparate sotto l’ombra di dormienti pini marittimi centinaia di tende, ognuna con il suo spazio.

 

portokali beach

Sembra come un paese di sconosciuti che si avvicinano senza toccarsi.

 

portokali beach

Il mare è il motore perpetuo che ci ricarica, ovunque tu guardi lui è li. Con il suo Blu acceso e il suono delle sue onde.

portokali beach

Portokali Beach si trova sulla penisola di Sithonia che a sua volta fa parte della penisola Calcidica nel nord della Grecia.

 

portokali beach

Il Monte Atos

Incontrastato e solenne il divino monte Atos sorge sullo sfondo dalla penisola adiacente, presenza costante e impassibile che emana spiritualità su tutti i natanti e campeggiatori.

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Cosa ci fa un monte di 2000 metri così a ridosso del mare?

Mi vien voglia di salire sulla cima e tuffarmici giù! Sembra messo li per scherzo, e invece osservandolo attentamente ti accorgi che è un monaco gigante in meditazione. Impenetrabile. I suoi pensieri non ci è dato conoscerli. Forse i monaci che abitano alle sue pendici riescono a parlare con lui. Per fare ciò si sono chiusi e isolati dal mondo, vivono come eremiti. Ci vietano di entrare. Metà della penisola di Agios Orios è una repubblica teocratica in cui si può accedere solo su invito da parte dei monaci (donne assolutamente escluse). Mi piace pensare che abbiano i loro buoni motivi. Sicuramente li hanno.

Chissà, forse è più bello immaginarsi un posto incontaminato che contaminarlo con la propria presenza.

 

portokali beach

 

Al campeggio libero di Portokali beach non si può dire che gli uomini non lasciano traccia del loro passaggio.

(Andrea)

[SERBIA] ALLIANCE, il network dei work-camp internazionali.

Ago 10, 2016

Erano una decina, forse qualcuno di più. Arrivati tutti insieme in un pulmino affittato da Young Researches of Serbia. Esponenti di associazioni greche, spagnole, italiane, francesi, ceche, belghe che operano nel settore dei work-camps internazionali. Il grande network che li unisce si chiama ALLIANCE

Cos’è ALLIANCE:

Partiamo da questo semplice presupposto:

Se pensi di essere venuto qui per aiutarmi stai perdendo il tuo tempo, ma se pensi che la tua liberazione sia legata alla mia, allora lavoriamo insieme

– sono le parole di una giovane aborigena che descrivono al meglio la filosofia portante di questo network.

alliance_logo2011 Un work-camp intenazionale è un progetto di due/tre settimane in cui giovani provenienti da diversi paesi vivono a stretto contatto con un obbiettivo comune, a favore della comunità locale in cui si trovano. Può essere la ristrutturazione di una scuola, la pulizia di un bosco, l’animazione di campo estivo per bambini o un centro per disabili…  Ma in realtà il vero obbiettivo è di per se lo scambio interculturale che avviene tra i partecipanti al campo. Non ci sono mai infatti più di due partecipanti della stessa nazionalità.

Lavorare insieme perchè altro non si può fare. Condividiamo lo stesso pianeta, lo stesso periodo storico, se sono libero io devi essere libero anche tu. Non vengo ad aiutarti ma a partecipare al tuo destino che infondo è anche il mio…

Le culture si incontrano, si conoscono… e quanto fa bene tutto ciò alla Pace. Non è un caso che il primo campo di lavoro fu sulle montagne del Verdun con partecipanti Francesi e Tedeschi appena dopo la prima guerra mondiale.

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Il funzionamento:

Le associazioni che fanno parte di ALLIANCE (in italia troviamo YAP ITALIA, LEGAMBIENTE e LUNARIA) sostanzialmente svolgono il duplice lavoro di “accoglienza”  e “invio” dei volontari nei campi.

Yap Italia, per esempio, organizza ogni anno, per l’estate, una decina di campi di lavoro in Italia. Così fanno tutte le altre associazioni di ALLIANCE. In primavera si incontrano tutti nel famoso TECHNICAL MEETING (ogni volta in un paese diverso) e tornano a casa ognuno con la lista completa di tutti campi organizzati nel mondo. Successivamente Yap Italia promuove i campi delle altre associazioni e inizia a raccogliere le prime iscrizioni dei giovani italiani che desiderano partire all’estero. Nel frattempo, raccoglie anche le iscrizioni dei giovani di tutto il mondo che arrivano dalle associazioni partner per i propri campi in Italia. Si mette così in moto un reciproco scambio di volontari.

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I delegati di alcune associazioni di ALLIANCE intente a lavorare nel work-camp di Kragujevac.

I membri di ALLIANCE:

Sono dunque associazioni di tutto il mondo che co-operano senza una vera e propria associazione centrale, qui potete trovare la lista completa. Si incontrano spesso perchè è importante mantenere i contatti e scambiarsi le “best pratices”. Raccolgono fondi dai programmi europei destinati alla cultura e ai giovani attraverso la stesura di progetti, ma anche dalle piccole quote di partecipazione ai campi (per un campo in europa un volontario spende sui 100 euro per un campo di due/tre settimane).

 

Abbiamo incontrato i membri di alcune di queste associazioni durante la nostra visita ai campi di Kusadak e Kragujevac in Serbia. Erano stati invitati da Young Researches of Serbia proprio per far far vedere da vicino i loro campi. Tra loro c’era Luca di Legambiente.

 

 

Viaggiare da soli o con un amic@?

Apr 24, 2016

Viaggiare in solitaria o viaggiare in coppia sono due dei tanti modi con cui approcciarsi a un viaggio e sicuramente lo determinano alla base. Soprattutto nel caso di viaggi di più mesi…

Parto da un semplice presupposto, reminiscenza dei miei studi universitari durante il corso di Sociologia: l‘identità è una costruzione sociale. In poche parole noi siamo in relazione agli altri, la nostra personalità può cambiare a seconda delle persone che ci circondano. Inoltre l’identità è la base delle nostre credenze e personalità.

  • Nel primo caso chi parte molla tutto e si trova da solo ad affrontare un nuovo cammino, potrà contare su se stesso e sulle nuove conoscenze. In un certo modo, consapevolmente o inconsapevolmente, si getterà alle spalle il passato e potrà scegliere, per quanto possibile, di spogliarsi di tutti i suoi tratti caratteriali per rinascere sotto una nuova veste. Ovvio che non si può pensare di cambiare drasticamente da un giorno all’altro, ma ciò che conta è il desiderio esplicito o implicito nel volerlo fare. Chi sceglie di viaggiare da solo crede in se stesso e sa di poter bastare a se stesso per affrontare la vita, una vita comunque piena di nuovi incontri che saranno anzi facilitati dal fatto di non avere freni e necessità di condividere.
  • Nel secondo caso, ovvero partire con qualcuno, vuol dire un po’ il contrario di quanto detto prima. L’amico/a al tuo fianco testimonierà chi eri e da dove vieni, parteciperà alla tua personalità che dunque rimarrà legata un po’ di più al passato. La motivazione alla base di questa scelta è il non volersi spogliare completamente da se stessi, rimanere quello che si era e crescere di conseguenza. Non è detto che si sarà più frenati a conoscere persone, questo dipende da chi viaggia. Chi sceglie questa modalità sceglie prima di tutto un buon amico/a, perchè sa di voler portarsi dietro solo cose positive (e vorrei vedere!).

Dopo questa prima parte un po “psicologica” bisogna aggiungere che viaggiare insieme a qualcuno comporta sicuramente dei processi di mediazione tra uno e l’altro per prendere insieme decisioni. E’ un po come la vita di coppia, ne più ne meno… L’importante è tenere come obbiettivo quello di non lasciarsi e poi tutte le strade sono valide (anche prendersi a cazzotti amichevolmente!). Ci saranno momenti di forte intesa e altri di cosiddetto “scazzo”. Un po’ come la strada, a volte liscia a volte piena di buche. Ma mai aver paura di dire ciò che si pensa! E non bisogna nemmeno aver timore nel voler starsene un po’ da soli, anche giorni interi, è utile e essenziale. Tra buoni amici ci si capisce.

Il piacere di condividere un viaggio con un amico non ha prezzo, quasi quanto il piacere di viaggiare da soli. Sono scelte da fare in base al proprio periodo di vita che si sta affrontando.

Vuoi lasciarti tutto alle spalle o portarti dietro ciò che hai costruito?

(Andrea)

 

POSSIAMO SALVARE LA CASA DI TIZIANO TERZANI A BANGKOK! DIAMO NUOVA VITA ALLA TOURTLE HOUSE..

Mar 26, 2017

 

Nel lungo viaggio da Milano verso Saigon, diversi libri sono passati dall’inchiostro elettronico del mio e-book, ma “Un indovino mi disse”di Tiziano Terzani mi ha affascinato e trascinato verso est ancor prima di arrivarci sulle due ruote. Tra le pagine del romanzo lo sguardo di Terzani talvolta si alza dal foglio e si guarda attorno abbandonandosi a digressioni sulla casa dove stava scrivendo: la Tourtle house, una casa di legno in riva ad un laghetto, immersa in una piccola foresta tropicale proprio nel centro di Bangkok, circondata da immensi palazzi di cemento che pare la guardino minacciosi.

Qualche giorno fa a Chiang Mai, prima di rimettermi in moto per Bangkok, cercavo informazioni sulla Tourtle house e mi sono imbattuto casualmente nel post di Mangia Vivi Viaggia e nella petizione lanciata da Teresa Pisanò (link in fondo al post) per evitare che la casa sia rasa al suolo.

Tra le vie attorno Sukhumvit centri commerciali e rombanti tuk tuk la fanno da padroni, ma c’è un’oasi nascosta..

Phrom Mit Alley svolta a novanta in Soi Sukhumvit Road e canne di bambù prendono il posto delle alte mura delle proprietà adiacenti. Alzandomi in piedi sull’ Aranciona lancio lo sguardo tra la fitta vegetazione tropicale, una vera giungla urbana. Parcheggio e sbircio come un ladro tra una canna e l’altra fino ad arrivare al portone che con immensa sorpresa trovo aperto! Con l’amica Kanchana e il vecchio proprietario dello street restaurant di fronte entriamo nella proprietà. Sono emozionato come un bambino..

Un sentiero di mattonelle accompagna tra la rigogliosa vegetazione. Si presenta subito Kamsing guardiano della casa da più di trent’anni. Camminiamo insieme attorno al piccolo laghetto artificiale armoniosamente invaso da mangrovie e liane per arrivare alla piccola villetta in legno e il gazebo- palafitta dove Terzani e la moglie Angela avevano l’abitudine di leggere e scrivere. Varcata la veranda che si affaccia sul giardino, si scorge attraverso la grande vetrata la sala. Sulle mensole qualche libro e tre foto del periodo in cui i Terzani vissero qui, in una delle foto vediamo anche il giovanissimo Kamsing.
Passiamo al piano superiore passando attraverso le stanze della residenza ed arriviamo al terrazzo che guarda sulla proprietà, qui la vista è impressionante.. cercando di guardare il cielo tra le fronde degli alberi si vede solo cemento e finestre dei palazzi accanto.

Il guardiano ci racconta la storia della casa. Dopo il 1994, quando Terzani lasciò Bangkok, la casa restò sfitta per qualche tempo per poi diventare il lussuoso Lai Thai Restaurant fino a un anno fà circa. Le proprietarie della casa sono due sorelle che fortunatamente non sono entrambe d’accordo nella vendita della casa, la situazione è bloccata perchè non si trova un accordo, ci racconta Kamsing, quindi forse quindi c’è ancora la possibilità di salvare questo luogo magico!

Il valore di vendita della casa si aggira attorno ai 5 milioni di euro e l’affitto pare intorno ai 5000 euro al mese.. sono molti è vero, ma se consideriamo che tutti i giorni decine e decine di persone, sopratutto italiani e tedeschi entrano nella casa seguendo indizi non ufficiali, con la proposta di Teresa Pisanò di una casa Museo di Terzani, un centro culturale dove organizzare eventi e una scuola di Italiano, il luogo diventerebbe sicuramente noto e attrarrebbe curiosi turisti in pellegrinaggio e potrebbe autosostenersi con un biglietto d’ingresso, o con le attività proposte, o perchè no grazie anche all’aiuto del ministero della cultura italiano..

Salvare questa casa significa salvare un luogo legato alla memoria di Terzani, dello scrittore che diete vita a Buonanotte signor Lenin e Un indovino mi disse proprio seduto sulla riva di quel piccolo laghetto, ma significa anche salvare la memoria della Bangkok che ormai non esiste più, la casa infatti risale a più di cent’anni fà, quando decine di villette fiorivano proprio in questo quartiere..

aiutiamo questa casa magica a resistere alle colate di cemento e diamogli nuova vita!

Ecco il link della petizione—> https://www.change.org/p/salviamo-turtle-house-la-casa-a-ba…

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