Intorno al mondo senza amore come un pacco postale senza nessuno che le chiede come va…

Lug 05, 2017 by nessunofermalestelle in  Blog Uncategorized

Intorno al mondo senza amore
come un pacco postale
senza nessuno che le chiede come va…

dopo un anno insieme come una coppia di ferro, dall’Italia al Vietnam, dopo più di 45000 km sulla tua sella, arriva il momento della nostra separazione..
E’ arrivato il momento di lasciarti andare verso i mari del nord assieme ai marinai, mascalzoni ed imprudenti..
.. il mio animo è inquieto e la nostalgia già mi prende.. ma ti penserò,li’ sul ponte a condividere del liquore oltre il confine del mare..

ti chiedo solo di farti trovare al porto di Le Havre per un altra avventura.. il nostro Tour de France..

ma per raggiungerti c’è da camminare.. più di 200km da Parigi lungo la Senna.. quindi non mi abbandonare.

buon viaggio o mia vergine di ferro..

tuo..pietro

to be continued….

Nessuno Ferma le Stelle – un viaggio da Milano a Saigon in Star

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after one year toghether, after 45000km, from Italy to Vietnam, like a couple, the time to leave you it’s come.
with saylors, i hope gentlemen, you will cross the oceans until northern cold seas..
see you in Le Havre for an other adventure.. our tour de France..

but before …i need to walk more than 200km.. on the Senna river..

to be continued…

thx to Mr. Pat Joynt and all the crew of Saigon scooter center

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UN ESPRESSO PER CALCUTTA

Feb 07, 2017

UN ESPRESSO PER CALCUTTA

Quando sembrava quasi impossibile riuscire a sfondare le famose porte del sud est asiatico.. e la testa si riempiva di insoddisfacenti e maledettissimi PIANI B, si apre uno spiraglio.

C’è sempre qualche tedesco in giro per il mondo in moto..dopo due mesi ritrovo infatti Marvin che a sua volta trova Jurgen e così nasce un trio per la Birmania! Entro fine febbraio si passa! Di fatto l’unico modo per passare questo stato è entrare con un tour guidato e per evitare il salasso è indispensabile formare un gruppo per dividere i costi.

C’è poi la questione Thailandia, per la quale ho ottenuto uno degli ultimi permessi speciali per attraversarla senza guida, ma nonostante ciò, la documentazione da inviare sembra non finire mai e a Calcutta dovrò preparare le ultime carte. Come se non bastasse l’Aranciona mi tiene i pensiero con un sinistro ticchettare di biella..stia mica sbiellando anche lei!! Spero di non doverla mettere sotto i ferri..

Circa 1600 km per Calcutta e altrettanti fino a Moreh, città di frontiera con il Myanmar… Il tempo non è molto, la strada è lunga, qualche pratica burocratica da sbrigare e gli imprevisti non li contiamo, quindi valuto la possibilità di caricare me e l’Aranciona sul treno Chennay – Calcutta..

Arrivo nella capitale Tamil nel tardo pomeriggio e chiedo informazione per i treni e trovo inaspettatamente un posto sull’espresso delle 23,45.. corro al parcel office e spoglio la fedele destriera di sacchi e zaini e la svuoto dalla benzina rimanente e SVendo quella nella tanica aduna combriccola di piloti tuk tuk nel parcheggio della stazione.

ci troviamo quindi a viaggiare a motore spento per la prima volta dopo le bizze pakistane, ma questa volta l’Aranciona viaggia comoda letteralmente sdraiata su sacchi di Mango, io appollaiato su una “cuccetta”con il naso da un palmo dal soffitto.

Il treno è stracolmo.. le brandine appese alle catene scendono a fianco di instancabili ventilatori che si spegneranno solo nei pressi di Calcutta. Sul treno intere famiglie, gruppi di ragazzi e uomini soli attraversano mezzo continente indiano..si percepisce euforia e tensione.. c’è chi aspetta questo viaggio da mesi, infatti se non sei un turista o molto ricco, le liste di attesa sono lunghissime. C’è chi si è organizzato con il proprio cibo in cartocci di giornale e chi compra dai venditori che instancabili corrono con ogni genere di cibo, te e caffe, ognuno col suo ritornello o litania. Cercando la mia carrozza nella stazione di Chennay ho sbirciato nel “vagone ristorante” e sembra surreale vedere una cucina da strada su un convoglio in movimento quasi senza sosta per più di 24 ore…pentole d’olio bollente friggono, recipienti di riso stracolmi e tavoli da cucina per impastare chapati e roti..

il viaggio passa veloce come il paesaggio fuori…mentre la campagna scorre dalle porte aperte del treno con i suoi campi di fieno, pastori con greggi di capre e vacche, il cullare del treno con il suo ritmico rumore dei binari copre il vociare costante dell’umanità varia li presente e mi porta in un sonno profondo..

Arrivo in perfetto orario alla stazione di Calcutta alle 4 am. Recupero la mia bella dai dolci manghi che l’hanno accompagnata per 1600 km. Ci metterò più di un ora per risvegliarla..e non basta un bacio come con la bella addormentata.. quando si impunta l’Aranciona fa incazzare e sudare più di un mulo.. non ne voleva sapere di ripartire..forse stanca? Forse offesa?

Calcutta emoziona.. di un emozione che spesso assomiglia ad un pugno in pancia. Taxi Ambassor rigorosamente gialli sfrecciano tra le strade trafficate, sbandando tra carretti, portantine e sferraglianti tram senza finestre..qualche mercedes fiammante con carrozzeria immacolata talmente fuori luogo che sembra venire da un altro pianeta, anche più di un biondo su uno scooter arancione.

Ai bordi delle strade intere famiglie vivono sui marciapiedi, le culle dei neonati spesso sono semplici cartoni a terra, cani agonizzanti muoiono di fame .. uomini indifferenti/ indaffarati camminano driblando questa umanità devastata in distratte conversazioni al cellulare….distogliere lo sguardo mi fa sentire un vigliacco..

Inoltrandomi nel quartiere di Sudder st.. si entra in una Londra post atomica decadente.. i palazzi popolari rossastri erano quelli che nella capitale dell’impero britannico ospitavano il proletariato bianco..ora tra quei vicoli si vende qualsiasi tipo di animale macellato.. la cui frollatura involontaria delle carni avviene sulla strada assorbendo tutti gli odori possibili. Migliaia di polli attendono la propria ora già con le ali spezzate dentro enormi sacchi, per poi passare dal sottobanco di lavoro al banco vero e proprio …quello del macellaio…attendere la propria ora quando sulla tua testa senti battere la mannaia e pensare di essere il prossimo non deve essere così confortante.

Sono quasi le sette e gli hotel della zona Bed Bugs sono tutti pieni.. qualcuno ancora dorme..

inzuppo un paio di biscotti in qualche tè con latte e rinizio la ricerca di un posto per la notte..quando la notte è appena finita..

Come al solito il turismo locale mi anticipa nei weekend e le guest house sono tutte full.. anche quelle non full lo diventano per me che viaggio solo…è molto più remunerativo farci dormire 4 persone…e gli indiani viaggiano sempre in gruppo.

Mi consigliano l’associazione buddista di Calcutta che mi lascia una stanza a 300 rupie che poi assomiglia di più ad una cella monastica.. i miei compagni di pianerottolo una coppia di bonzi tibetani. La giornata è iniziata ore fa, ma il mondo si sveglia ora e devo ancora andare al consolato italiano nell’ultimo giorno di apertura settimanale per farmi certificare la traduzione del libretto della moto.

L’indomani mi sposterò dalla cella buddhista a quella protestante del Salvation Army..un centro per i servizi sociali… sempre cella rimane, ma almeno più luminosa..

il 5 febbraio 2017 lascio questa Londra post atomica, i macelli nei mercati, lascio disperati sotto le coperte luride, lascio i cani agonizzanti morire di fame e alle altre bestie i loro macelli, lascio quei muri ammuffiti, i letti di paglia, i clacson anni ’60 e i bagni a cielo aperto, lascio i fumanti chay nelle terracotte.. lascio con un sospiro di sollievo Calcutta per iniziare la risalita verso le terre selvagge del nord est..

Settimana di eventi per NESSUNO FERMA LE STELLE. Segnatevi le date.

Mar 11, 2016

Ecco i gli appuntamenti della prossima settimana che ci vedranno alle prese con l’apertura del CROWFUNDING per finanziare il nostro viaggio. Una 4 giorni intensa insieme ai nostri amici dove ognuno ci darà una mano in ciò che sa fare: musicisti, scenografi, fotografi, cuochi, chiaccheroni e cacciatori di grana…

 

quarto-posto

Si inizia GIOVEDI’ 17 MARZO con una serata a QUARTO POSTO, piazzetta Capuana, Quartoggiaro, Milano. Il locale dove Pietro ogni giovedì organizza serate. Sarà presente Massimo della trattoria Crono a preparare la cena per tutti voi. In più il gruppo musicale di Andrea “Andrei a Ballare” che per l’occasione ci chiameranno “Me ne Andrei” con le loro danze folk e a seguire Jam Session Blues con Giulio Brouzet e Giuseppe Roccazella (da confermare). Celebreremo insieme l’apertura del CROWDFUNDING e festeggeremo a modo nostro i primi sostenitori! Costo della cena. solo 10 euro!!

LINK: https://www.facebook.com/events/168001763585217/

 

fa-la-cosa

La mattina dopo saremo già sulle nostre Star alla Fiera FA’ LA COSA GIUSTA presso FieraMilanoCity, tre giorni (18-19-20 MARZO) in compagnia di tutto il mondo del consumo critico e sostenibile. Potrete ammirare lo stand gentilmente realizzato da Ottavio Anania, che sta progettando qualcosa di grandioso per noi. Poi se non avete da fare e siete di Bergamo, SABATO sera venite a sentire i CPA (altro gruppo di Andrea) che suonerà al centro sociale PACI PACIANA di Bergamo.

LINK: https://www.facebook.com/events/207004939660944/

 

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Concludiamo questo week-end DOMENICA 20 MARZO con una bella cena alla Trattoria Popolare  in via Ambrogio Figino 13, Milano. Anche qui musica live e un menù che ripercorre il nostro itinerario – ANTIPASTO: involtini di verza e patate (Balkan) PIATTO UNICO: riso, pollo alla curcuma, stufato di verdure speziate (Medioriente) DOLCE: budino al latte (Vietnam). Il tutto a modici prezzi.

LINK: https://www.facebook.com/events/1665132740406327/

e dopo tutto questo ritorniamo a capofitto nella progettazione del viaggio, la vera ciccia: visti, itinerari, preparazione mezzi….

Vi aspettiamo, avete solo l’imbarazzo della scelta!

[TURCHIA] HASANKEYF, un gioiello che verrà sommerso

Set 17, 2016

I luoghi a questo mondo si dividono in quelli che vedi per la prima volta e quelli in cui sei già stato almeno una volta.
Nei secondi, oltre a riconoscere il posto, ritrovi anche traccia del tuo passaggio. Entrambi (tu e il posto) vi troverete cambiati.
Il tempo è una forza dinamica che trasforma. Come il vento soffiando sulle rocce per millenni le leviga, così, anche solo pochi anni bastano a far cambiar volto a un piccolo paesino sulle rive del Tigri in Turchia sud-orientale.

 

Hasankeyf
Hasankeyf nella regione di Batman, Turchia

“Ecco Hasankeyf,

appena dopo il ponte dovrebbero vedersi i miei amati ristorantini costruiti sulla palafitte sopra il fiume, in cui sette anni fa mangiai pesce e da allora ogni volta che mi chiedono qual’è il posto più bello del mondo io dico: qui, Hasankeyf! Perchè oltre al fiume, le grotte, il cibo e il mercato, c’è anche un meraviglioso e immenso sito archeologico composto da antiche case scavate nella roccia fino ad arrivare al castello che sormonta tutta la rocca.”

Oltrepasso il ponte, mi giro a destra, pronto a indicare a Pietro quel che da tempo ho aspettato di fargli vedere.  Invece nulla. La spiaggia è deserta. Dove sono i ristorantini di pesce alla griglia?

 

dallalto

 

Poco più avanti l’Hasankeyf Motel c’è ancora,

ci avevo dormito anni fa, insieme ad altri turisti che come me si spingevano in questo remoto angolo di mondo. Oggi invece noi siamo i primi turisti da non si capisce quanto tempo… e forse anche gli ultimi (la famiglia che gestisce l’hotel ha deciso ormai di chiudere i battenti). L’edificio è molto spoglio ma affaccia con degli accoglienti balconcini proprio sopra il Tigri di cui si sente il piacevole suono.
Ci facciamo raccontare cosa è successo.

 

Hasankeyf
l’Hasankeyf Motel, dopo il ponte sulla sinistra e i fratelli Mahmud e Ercan

 

“Hanno chiuso tutto.

Sono cadute delle pietre qualche hanno fa, dal costone in alto fin giù sulla spiaggia, qualcuno è pure morto (??), al castello non si può andare, i ristoranti si sono spostati sul lato opposto del ponte. Qui in Kurdistan sono ricominciati i problemi, guerriglieri curdi e soldati dell’esercito turco hanno ricominciato a combattere, aggiungici poi la guerra in Siria (a pochi chilometri da qui) ma soprattutto il fatto che questo paese verrà presto sommerso da un imponente diga nel giro di pochi anni…”

Hasankeyf
Ma quante ne ha viste questo fiume? Quante popolazioni, civiltà, culture ha dissetato e nutrito? E’ come un vecchio nonno che ti racconta storie di altre epoche mentre tu ascolti pacificamente e i bambini giocano nelle sue acque.

 

Hasankeyf
il bazar di Hasankeyf

 

ristorantini
i ristoranti di pesce ora si sono spostati dall’altro lato del ponte. posizione meno suggestiva rispetto al passato.

Sono profondamene amareggiato, mi sento impotente,

Hasankeyf sta lentamente morendo e io assisto alla sua agonia. La storia della diga che sommergerà tutto la conoscevo, ma sette anni fa mi sembrava così assurda che stentavo a crederci. Oggi devo ricredermi di fronte all’evidenza della Nuova Hasankeyf che stanno costruendo al di la del fiume in posizione più rialzata.

 

Hasankeyf
la nuova Hasankeyf in costruzione. Presto gli abitanti si sposteranno in queste nuove abitazioni.

Allo stesso tempo mi sento fortunato per aver potuto visitare questo posto,

quando ancora era possibile percorrerlo in ogni suo anfratto, quasi sembrava ancora riflettere i gloriosi tempi del passato. Ora una scarna e asettica recinzione mi separa da quella Hasankeyf che ricordavo.

 

Hasankeyf
questo è solo l’ingresso dell’antica città di Hasankeyf ma ora non vi si può più accedere

 

Hasankeyf
una grotta ancora abitata fuori dal sito archeologico

Hasankeyf verrà sommersa, un gioiello del nostro pianeta nascosto per sempre.

Il Tigri, nemmeno lui potrà opporsi a tale gesto di ignoranza.

Lui che per secoli ne ha dolcemente bagnato le riva un giorno si vedrà costretto a sommergerla violentemente.

Come un uomo indotto senza altre possibilità a uccidere il suo più caro amico. Crudeltà.

 

Intanto gli abitanti vivono rassegnati la vita di tutti i giorni,

mentre la noia e la desolazione calata all’improvviso quasi li induce all’indifferenza per le sorti di questo luogo.

 

pecore
l’attesa di un futuro incerto

 

Per conoscere gli aggiornamenti sui lavori della diga visitate questo sito www.hasankeyfmatters.com

(andrea)

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