DA MILANO A SAIGON — LE INFO PRATICHE

Nov 17, 2017 by nessunofermalestelle in  Blog il viaggio

INFO PAESI E DOCUMENTAZIONE NECESSARIA PER VOI E LA VOSTRA MOTO

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[SERBIA] ALLIANCE, il network dei work-camp internazionali.

Ago 10, 2016

Erano una decina, forse qualcuno di più. Arrivati tutti insieme in un pulmino affittato da Young Researches of Serbia. Esponenti di associazioni greche, spagnole, italiane, francesi, ceche, belghe che operano nel settore dei work-camps internazionali. Il grande network che li unisce si chiama ALLIANCE

Cos’è ALLIANCE:

Partiamo da questo semplice presupposto:

Se pensi di essere venuto qui per aiutarmi stai perdendo il tuo tempo, ma se pensi che la tua liberazione sia legata alla mia, allora lavoriamo insieme

– sono le parole di una giovane aborigena che descrivono al meglio la filosofia portante di questo network.

alliance_logo2011 Un work-camp intenazionale è un progetto di due/tre settimane in cui giovani provenienti da diversi paesi vivono a stretto contatto con un obbiettivo comune, a favore della comunità locale in cui si trovano. Può essere la ristrutturazione di una scuola, la pulizia di un bosco, l’animazione di campo estivo per bambini o un centro per disabili…  Ma in realtà il vero obbiettivo è di per se lo scambio interculturale che avviene tra i partecipanti al campo. Non ci sono mai infatti più di due partecipanti della stessa nazionalità.

Lavorare insieme perchè altro non si può fare. Condividiamo lo stesso pianeta, lo stesso periodo storico, se sono libero io devi essere libero anche tu. Non vengo ad aiutarti ma a partecipare al tuo destino che infondo è anche il mio…

Le culture si incontrano, si conoscono… e quanto fa bene tutto ciò alla Pace. Non è un caso che il primo campo di lavoro fu sulle montagne del Verdun con partecipanti Francesi e Tedeschi appena dopo la prima guerra mondiale.

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Il funzionamento:

Le associazioni che fanno parte di ALLIANCE (in italia troviamo YAP ITALIA, LEGAMBIENTE e LUNARIA) sostanzialmente svolgono il duplice lavoro di “accoglienza”  e “invio” dei volontari nei campi.

Yap Italia, per esempio, organizza ogni anno, per l’estate, una decina di campi di lavoro in Italia. Così fanno tutte le altre associazioni di ALLIANCE. In primavera si incontrano tutti nel famoso TECHNICAL MEETING (ogni volta in un paese diverso) e tornano a casa ognuno con la lista completa di tutti campi organizzati nel mondo. Successivamente Yap Italia promuove i campi delle altre associazioni e inizia a raccogliere le prime iscrizioni dei giovani italiani che desiderano partire all’estero. Nel frattempo, raccoglie anche le iscrizioni dei giovani di tutto il mondo che arrivano dalle associazioni partner per i propri campi in Italia. Si mette così in moto un reciproco scambio di volontari.

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I delegati di alcune associazioni di ALLIANCE intente a lavorare nel work-camp di Kragujevac.

I membri di ALLIANCE:

Sono dunque associazioni di tutto il mondo che co-operano senza una vera e propria associazione centrale, qui potete trovare la lista completa. Si incontrano spesso perchè è importante mantenere i contatti e scambiarsi le “best pratices”. Raccolgono fondi dai programmi europei destinati alla cultura e ai giovani attraverso la stesura di progetti, ma anche dalle piccole quote di partecipazione ai campi (per un campo in europa un volontario spende sui 100 euro per un campo di due/tre settimane).

 

Abbiamo incontrato i membri di alcune di queste associazioni durante la nostra visita ai campi di Kusadak e Kragujevac in Serbia. Erano stati invitati da Young Researches of Serbia proprio per far far vedere da vicino i loro campi. Tra loro c’era Luca di Legambiente.

 

 

UN ESPRESSO PER CALCUTTA

Feb 07, 2017

UN ESPRESSO PER CALCUTTA

Quando sembrava quasi impossibile riuscire a sfondare le famose porte del sud est asiatico.. e la testa si riempiva di insoddisfacenti e maledettissimi PIANI B, si apre uno spiraglio.

C’è sempre qualche tedesco in giro per il mondo in moto..dopo due mesi ritrovo infatti Marvin che a sua volta trova Jurgen e così nasce un trio per la Birmania! Entro fine febbraio si passa! Di fatto l’unico modo per passare questo stato è entrare con un tour guidato e per evitare il salasso è indispensabile formare un gruppo per dividere i costi.

C’è poi la questione Thailandia, per la quale ho ottenuto uno degli ultimi permessi speciali per attraversarla senza guida, ma nonostante ciò, la documentazione da inviare sembra non finire mai e a Calcutta dovrò preparare le ultime carte. Come se non bastasse l’Aranciona mi tiene i pensiero con un sinistro ticchettare di biella..stia mica sbiellando anche lei!! Spero di non doverla mettere sotto i ferri..

Circa 1600 km per Calcutta e altrettanti fino a Moreh, città di frontiera con il Myanmar… Il tempo non è molto, la strada è lunga, qualche pratica burocratica da sbrigare e gli imprevisti non li contiamo, quindi valuto la possibilità di caricare me e l’Aranciona sul treno Chennay – Calcutta..

Arrivo nella capitale Tamil nel tardo pomeriggio e chiedo informazione per i treni e trovo inaspettatamente un posto sull’espresso delle 23,45.. corro al parcel office e spoglio la fedele destriera di sacchi e zaini e la svuoto dalla benzina rimanente e SVendo quella nella tanica aduna combriccola di piloti tuk tuk nel parcheggio della stazione.

ci troviamo quindi a viaggiare a motore spento per la prima volta dopo le bizze pakistane, ma questa volta l’Aranciona viaggia comoda letteralmente sdraiata su sacchi di Mango, io appollaiato su una “cuccetta”con il naso da un palmo dal soffitto.

Il treno è stracolmo.. le brandine appese alle catene scendono a fianco di instancabili ventilatori che si spegneranno solo nei pressi di Calcutta. Sul treno intere famiglie, gruppi di ragazzi e uomini soli attraversano mezzo continente indiano..si percepisce euforia e tensione.. c’è chi aspetta questo viaggio da mesi, infatti se non sei un turista o molto ricco, le liste di attesa sono lunghissime. C’è chi si è organizzato con il proprio cibo in cartocci di giornale e chi compra dai venditori che instancabili corrono con ogni genere di cibo, te e caffe, ognuno col suo ritornello o litania. Cercando la mia carrozza nella stazione di Chennay ho sbirciato nel “vagone ristorante” e sembra surreale vedere una cucina da strada su un convoglio in movimento quasi senza sosta per più di 24 ore…pentole d’olio bollente friggono, recipienti di riso stracolmi e tavoli da cucina per impastare chapati e roti..

il viaggio passa veloce come il paesaggio fuori…mentre la campagna scorre dalle porte aperte del treno con i suoi campi di fieno, pastori con greggi di capre e vacche, il cullare del treno con il suo ritmico rumore dei binari copre il vociare costante dell’umanità varia li presente e mi porta in un sonno profondo..

Arrivo in perfetto orario alla stazione di Calcutta alle 4 am. Recupero la mia bella dai dolci manghi che l’hanno accompagnata per 1600 km. Ci metterò più di un ora per risvegliarla..e non basta un bacio come con la bella addormentata.. quando si impunta l’Aranciona fa incazzare e sudare più di un mulo.. non ne voleva sapere di ripartire..forse stanca? Forse offesa?

Calcutta emoziona.. di un emozione che spesso assomiglia ad un pugno in pancia. Taxi Ambassor rigorosamente gialli sfrecciano tra le strade trafficate, sbandando tra carretti, portantine e sferraglianti tram senza finestre..qualche mercedes fiammante con carrozzeria immacolata talmente fuori luogo che sembra venire da un altro pianeta, anche più di un biondo su uno scooter arancione.

Ai bordi delle strade intere famiglie vivono sui marciapiedi, le culle dei neonati spesso sono semplici cartoni a terra, cani agonizzanti muoiono di fame .. uomini indifferenti/ indaffarati camminano driblando questa umanità devastata in distratte conversazioni al cellulare….distogliere lo sguardo mi fa sentire un vigliacco..

Inoltrandomi nel quartiere di Sudder st.. si entra in una Londra post atomica decadente.. i palazzi popolari rossastri erano quelli che nella capitale dell’impero britannico ospitavano il proletariato bianco..ora tra quei vicoli si vende qualsiasi tipo di animale macellato.. la cui frollatura involontaria delle carni avviene sulla strada assorbendo tutti gli odori possibili. Migliaia di polli attendono la propria ora già con le ali spezzate dentro enormi sacchi, per poi passare dal sottobanco di lavoro al banco vero e proprio …quello del macellaio…attendere la propria ora quando sulla tua testa senti battere la mannaia e pensare di essere il prossimo non deve essere così confortante.

Sono quasi le sette e gli hotel della zona Bed Bugs sono tutti pieni.. qualcuno ancora dorme..

inzuppo un paio di biscotti in qualche tè con latte e rinizio la ricerca di un posto per la notte..quando la notte è appena finita..

Come al solito il turismo locale mi anticipa nei weekend e le guest house sono tutte full.. anche quelle non full lo diventano per me che viaggio solo…è molto più remunerativo farci dormire 4 persone…e gli indiani viaggiano sempre in gruppo.

Mi consigliano l’associazione buddista di Calcutta che mi lascia una stanza a 300 rupie che poi assomiglia di più ad una cella monastica.. i miei compagni di pianerottolo una coppia di bonzi tibetani. La giornata è iniziata ore fa, ma il mondo si sveglia ora e devo ancora andare al consolato italiano nell’ultimo giorno di apertura settimanale per farmi certificare la traduzione del libretto della moto.

L’indomani mi sposterò dalla cella buddhista a quella protestante del Salvation Army..un centro per i servizi sociali… sempre cella rimane, ma almeno più luminosa..

il 5 febbraio 2017 lascio questa Londra post atomica, i macelli nei mercati, lascio disperati sotto le coperte luride, lascio i cani agonizzanti morire di fame e alle altre bestie i loro macelli, lascio quei muri ammuffiti, i letti di paglia, i clacson anni ’60 e i bagni a cielo aperto, lascio i fumanti chay nelle terracotte.. lascio con un sospiro di sollievo Calcutta per iniziare la risalita verso le terre selvagge del nord est..

NESSUNOFERMALESTELLE e il NON- RACCONTO di VIAGGIO a Quarto sPosto + live dei TRIO QUATER

Nov 22, 2017

Un VIAGGIO da Milano a Saigon in Scooter, 14 mesi in sella ad uno scooter, più di 40000 km sotto le ruote e 20 paesi alle spalle..

un NON- RACCONTO di viaggio senza schemi, una NON – INTERVISTA ..

un DIALOGO informale con il pubblico con la complicità della band dei TRIO QUATER e contornata da IMMAGINI e VIDEO .

uscito dalle cucine e il divano blu di QUARTO POSTO un anno fa, ritrovo QUARTOsPOSTO in una nuova veste e nuova sede, ma questa volta dall’altro lato della quinta anzi della quarta!

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h.21.00 CENA ETNICA

h.21.30 PRESENTAZIONE e DIALOGO CON INSERTI MUSICALI

H.22.30 CONCERTO “TRIO QUATER

a seguire chiacchera libera e bicipite al bancone

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un viaggio sulle tracce del più folle scrittore vespista GIORGIO BETTINELLI. abbiamo percorso il suo itinerario 25 anni dopo, cosa è cambiato? come cambiano un viaggio le nuove TECNOLOGIE e i SOCIAL NETWORK? perchè partire? CORAGGIO? FUGA? O RIAPPROPRIAZIONE del nostro TEMPO?

insomma PARLIAMONE L’1 DICEMBRE A QUARTOsPOSTO in via Lessona 21. Milano!

vi aspetto curiosi!

QUARTOsPOSTO via Lessona, 21 Milano- sede circolo Meazza 

INGRESSO LIBERO – CENA 8 EURO CON PRENOTAZIONE CONSIGLIATA

info e prenotazioni >>>4posto@gmail.com

info viaggio e link : nessunofermalestelle.org

 

 

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