Nessuno ferma… le bici di Tazio

Giu 20, 2016 by nessunofermalestelle in  chi siamo

E’ nata prima la bici o la star? mah.. uno dei misteri dell’universo.. ma non lo sveleremo oggi! siamo qui per presentarvi…

LA PRIMA ASTA- BIKE A SOSTEGNO DEL PROGETTO NESSUNO FERMA LE STELLE

DSCN2039_2_2Innanzitutto ringraziamo l’amico e riparatore di bici Tazio Airaghi, che qualche mese fà dopo averci ascoltato su Radiop nell’intervista di Pungiball, decise di aiutarci nella nostra campagna crowdfunding a modo suo..donandoci queste due meravigliose biciclette indiane!

il miglior offerente in questa asta si aggiudicherà una di queste bellezze indiane: solide, massicce, con freni a bacchetta e sellino in cuoio vero, praticamente indistruttibili!

“la uomo” retrociclette.com/ita/minimal-gents/

“la donna” retrociclette.com/ita/minimal-ladies/

COME FUNZIONA L’ASTA? seguite questi semplicissimi passi:

  1. correte all’Arci Scighera in via Candiani, 131 e dissetatevi dopo la corsa con una buona “giusta”
  2. andate in salone e apprezzate, appese alla corda sul soppalco, le due meraviglie
  3. tornate al bancone e fate la vostra offerta sul foglio appeso in bacheca (non dimenticatevi nome e telefono)
  4. se sarete stati impavidi sul rilancio, la bici in pochi giorni sarà vostra.. tenete acceso il telefono
  5. una volta in sella non dimenticate il tagliando da Tazio

tazio

CHIUSURA ASTA: 3 LUGLIO!!!

SE NON RIUSCITE A PASSARE IN SCIGHERA (il che è un vero peccato..) POTETE FARE LA VOSTRA OFFERTA NEI COMMENTI IN FONDO A QUESTA PAGINA

Nasce un’idea. Un viaggio da Milano a Saigon

Dic 11, 2015

Era un pomeriggio di giugno 2015 a Milano quando Pietro arrivò in sella alla sua Star. Andrea, che non ne aveva mai vista una disse:

<< e questa cos’è?!>>

<< è una Star, le vespe che fanno in India, bella ne?>>

Dopo un mese eravamo già nel mezzo dell’Italia a far  scoppiettare i motori, mettendo a confronto la  Star rossa di Andrea, 4 tempi appena comprata (usata) e quella di Pietro, arancione e 2 tempi… nell’aria ii 40 gradi di un estate infuocata e nella borsa un libro di Bettinelli.
Fu tra le colline del chianti probabilmente che naque l’idea di andare a Saigon.

Parafrasando le parole del film Mediterraneo… abbiamo trent’anni, “quell’età in cui non sai se metter su famiglia o perderti per il mondo”.

Siamo entrambi educatori e da sempre appassionati di viaggi.

Pietro lavora con persone disabili pscicocognitive presso la cooperativa Eta Beta da 7 anni, ha sempre speso le sue ferie in qualche viaggio che lo ha portato in America Latina, nei Balcani e in Africa.

Andrea lavora con i senza tetto della sua città, fa anche il musicista e insegna chitarra ai bambini, ma prima di stabilizzarsi a Milano ha sempre viaggiato e vissuto numerose esperienze di studio-volontariato in Africa, Turchia, Francia, Brasile.

Nasce così l’idea di ripercorrere il primo viaggio di Giorgio Bettinelli che a cavallo tra ’92 e ’93 partì da Roma fino a Saigon (Vietnam) in sella alla sua vespa. Egli divenne un vero mito tra i vespisti di tutto il mondo e molti dopo di lui hanno affrontato viaggi in vespa in ogni luogo della terra. Noi però abbiamo le Star, le sorelle indiane prodotte a Kanpur (India), negli stessi stabilimenti dove venivano prodotti molti pezzi per la Piaggio fin dall’84..  il richiamo dell’est non può che essere più forte!

Tra una gita e l’altra, un’estate calda e bellissima, l’idea prende sempre più forma.

Non vogliamo che rimanga un viaggio fine a se stesso. Vogliamo raccontare qualcosa, qualcosa che a che fare con le nostre  professioni di educatori: le realtà che resistono. Il nostro interesse in questo viaggio sarà infatti rivolto a quelle realtà – associazioni, villaggi, gruppi formali e informali o semplici persone – che in tutto il mondo si adoperano per renderlo migliore o per mantenere le proprie tradizioni.
Tutto questo verrà raccontato sul nostro blog con video e post e su tutti gli altri canali social che stiamo aprendo (facebook, twitter, youtube).

Ma c’è un piccolo problema … partire senza un soldo in tasca.. o quasi.. considerati gli esigui stipendi da educatore!

Ci serve un equipaggiamento base per partire, borse impermeabili e strumentazione per foto e video, per questo siamo in creca di sponsor tecnici!

Nei prossimi mesi partirà anche un crowfunding per sostenere le spese del viaggio per 8 mesi  per e tutti i documenti necessari a esportare un mezzo a motore in 15 stati diversi (solo la Birmania chiede 1500 euro a persona!).

La partenza averà a giugno 2016, i paesi attraversati saranno Italia, Slovenia, Croazia, Bosnia, Serbia, Bulgaria, Turchia, Georgia, Armenia, Iran, Pakistan, India, Thailandia, Cambogia, Laos, Vietnam. Tutto rigorasamente via terra, impresa finora ancora mai compiuta.

Viaggiare troppo ci fa diventare dei “fuori di testa”?

Apr 02, 2016

E’ una domanda che mi sono sempre fatto e su cui ho avuto solo parziali risposte. Viaggiando per molti anni e conoscendo altri viaggiatori ho riflettuto su alcune questioni che mi piacerebbe condividere con voi.

In primis bisognerebbe partire dalla definizione di “fuori di testa“. Ognuno di noi può dire la sua e dipende sicuramente da ogni cultura, ma si può generalmente affermare che significa “non essere allineato“, ovvero comportarsi e pensare in maniera sicuramente dissimile dalla maggioranza delle persone che vivono nel posto in cui ci si trova, fino ad abbracciare un personalissimo e unico stile di vita e conseguente visione del mondo.

Questo fatto accade perchè in viaggio vengono meno molti punti di riferimento che abitualmente sono i punti cardini su cui si imposta la propria quotidianità e sulla quale costruiamo la realtà. Le neccessità e le aspettative di chi viaggia sono sicuramente diverse da chi vive sedentario. E mentre il secondo in qualche modo si “difende” dalla vita e cerca di raggiungere una sicurezza nella quale vivere, il primo “attacca” la vita! In tutte le forme e situazioni.

Bunyonyi
attraversando in canoa il Bunyonyi Lake in Uganda

Il viaggiatore cerca la montagna per valicarla, la frontiera per oltrepassarla, il fiume per guadarlo, la foresta per attraversarla, il problema per risolverlo. Inoltre il desiderio di scoprire l’ignoto evidenzia un’inclinazione a voler mettere in discussione le proprie certezze, vedere le cose per quello che sono, senza occhiali, senza filtri (per quanto possibile…). Testimoniare luoghi e situazioni impensabili è qualcosa che accresce la sua soddisfazione. Questo approccio alla vita finisce per entrare nel sangue del viaggiatore che anche una volta tornato nel suo luogo di provenienza cercherà, consapevolmente o inconsapevolmente, di mettere in atto.

Inoltre chi passa molto tempo lontano da casa finisce per perdersi molti fatti e avvenimenti locali che entrano a far parte della memoria collettiva degli “stanziali”. Tale mancanza crea una distanza che va recuperata. Per cui il viaggiatore al ritorno da un lungo viaggio si ritrova come in un limbo dove lui è diverso dagli altri e il luogo non è lo stesso che ha lasciato alla sua partenza.

Tutto questo lo può portare ad essere considerato “fuori di testa”, poichè secondo gli altri egli non ha una visione “chiara” (o allineata) della realtà. E forse sarà così, o forse avrà una visione molto più chiara di molte più realtà, tutte quelle che i suoi occhi hanno visto e vissuto…

In conclusione con questo piccolo post non volevo dire niente di più importante di quel che potete pensare voi in merito, forse me ne sto semplicemente andando già “fuori di testa”… ; – )

Mancano 3 mesi alla partenza. Saluti a tutti!

(Andrea)

PS.
Ci sarebbe molto altro d’aggiungere su questo tema. Devo confessare di aver visto persone che nel mondo si sono perse veramente e non si sono trovate più, purtroppo ci sono ve lo assicuro, ma forse questo non ha a che fare con il “viaggio” piuttosto con il proprio percorso di vita (che è un altra cosa…)

Perchè ho scelto di viaggiare…

Giu 22, 2016

Questo pianeta, per quanto lo stiamo distruggendo e inquinando, è ancora in grado di stupirci ed emozionarci con i suoi meravigliosi luoghi.

Immaginate di andare a passare le vacanze in un luogo in cui non siete mai stati, che sia un isola, una regione o una città. Cos’è la cosa più naturale che vi trovereste a fare? Scommetto quella di uscire dal vostro albergo, ostello o casa di amici e visitare il posto. A seconda dei vostri interessi vi spingerete a conoscere quanto più di interessante trovereste. Vi colpiranno quelle cose che non avete mai visto, o quelle altre che riconoscete ma differiscono per alcuni dettagli.
Tutto ciò accade a tutti.

Adesso immaginate, un giorno, di realizzare quanto segue:

“per qualche strana coincidenza astrale io mi trovo qui e ora in questo luogo. Data e coordinate le conosco. Una cosa è certa, l’epoca in cui vivo me la devo tenere, ma per quanto riguarda lo spazio?
Ho vissuto fino ad oggi in questo sputo di terra mentre costantemente mi giungono notizie su una miriade di altri sputi di terre vicine e lontane. Questo pianeta, per quanto lo stiamo distruggendo e inquinando, è ancora in grado di stupirci ed emozionarci con i suoi meravigliosi luoghi. Ci insegnano che noi esseri umani siamo gli abitanti della Terra e abbiamo costruito le Società. Siccome siamo piccoli e tanti ognuno è cresciuto da qualche parte e per sola casualità io sono nato qui e lui lì… Ma se non mi sposto è come abitare in un enorme casa di cui non si conosce che la propria stanza. Possiamo dirci allora abitanti? Abbiamo la stessa mobilità di un armadio! Cazzarola, prendetemi per matto ma un giorno mi sono svegliato e ho capito questo: il mondo è un enorme scrigno di meraviglie. Ci è data solo una occasione per conoscerle.

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Si, d’accordo, tu mi puoi controbattere che stai bene a casa tua e che le meraviglie per te son altre. Io penso “Va bene”, se questo ti fa stare sereno è giusto così. Dopotutto se dovessero tutti improvvisamente mettersi a viaggiare e scoprire il mondo… verrebbe su un bel casino! Tutti in giro e nessuno fermo. Arriverei in India e non troverei nemmeno un indiano o arrivo in Australia e mi trovo tutti Italiani.. che casino! No no, meglio così. Questa cosa teniamocela per pochi…

Viaggiare non è ne un lusso ne una fatica, anche se ci sarà sempre qualcuno che salta su a dire “Bravo! Bravo tu che te lo puoi permettere… io c’ho 22 figli, mi pagano 2 euro l’ora e mia madre è morta ancora prima che nascevo…”. Viaggiare è un approccio alla vita, non si compra.

Immaginate di avere un figlio, e molti di voi sicuramente ce l’hanno… cosa gli augurereste nel profondo del vostro cuore? Se poteste donargli la cosa più grande e bella che esista…

ma le avete mai viste le Cliff of Moher sdraiati sulla spiaggia di sassi della più piccola delle isole Aran? Avete presente l’immensità delle dune del Sahara? Il silenzio nella notte dei suq di Aleppo? L a magnificenza delle vallate che si aprono sotto le Dolomiti? La tranquillità di una grotta marina del Gargano.

Per questo infondo vale la pena vivere…

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(andrea)

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