[SERBIA] Il giovane liutaio di Zemun, Belgrado

Ago 05, 2016 by nessunofermalestelle in  andrea il viaggio Serbia

A volte capita inaspettatamente, certe persone sono dotate di spontanea generosità e non c’è molto altro d’aggiungere…

Qualche giorno fa mi cade la chitarra mentre sto guidando fra le vie di Belgrado. Sembra non essersi fatta nulla ma quando apro la custodia, dannazione, si è scollata la tavola armonica dalla parte del ponte! La mia compagna di viaggio, sicuramente più armonica e dolce di Pietro, con una ferita aperta dopo appena due settimane.

Così il mattino dopo, grazie all’aiuto di Bojan dell’associazione Young Researchers of Serbia, cerco su google qualche liutaio della zona e tiro fuori il contatto di uno che si trova a Zemun, il tranquillo quartiere in riva al Danubio dove già ero stato il giorno prima a passeggiare.

Mi presento subito da lui. Il suo laboratorio non è nient’altro che una stanza del suo appartamento. Giusto qualche chitarra smontata, qualche amplificatore… Dice di sapere qualche parola di inglese, ma infondo gli basta vedere la chitarra per capire subito il problema. Gli parlo del nostro viaggio, la vespa, il Vietnam, gli lascio un adesivo.  Nel frattempo arriva anche la sua giovane moglie. Spiego che la chitarra mi serve quanto prima perchè oggi stesso dobbiamo rimetterci in marcia (siamo in fatti a Belgrado da 3 notti). Lui, preso un po’ alla sprovvista mi dice che riesce a fare tutto per le 5 del pomeriggio. Perfetto! A dopo.

Quando torno la mia chitarra è pronta, tiro fuori i 20 euro su cui ci eravamo accordati per la riparazione e … “Nothing, it’s free!” dice sorridendo col suo scarso inglese dal forte accento serbo “You have to save money for your trip!

Ho provato a controbattere, infondo quei soldi  non erano niente per una riparazione così tempestiva. Poi però ho subito realizzato che per lui, per quel poco che mi conosceva e che poco poteva cambiare alla sua vita, regalarmi la sua riparazione, ovvero la sua arte, valeva molto di più di quei 20 euro. E così ci siamo fatti una foto insieme e dati una profonda stretta di mano.

Tutto qua. Perché viaggiare è una ricchezza enorme e di tanto in tanto riesci a scambiarla quasi fosse una moneta. Quella moneta unica, emessa solo dalle tue esperienze e di enorme valore per chi la sa apprezzare.

Il liutaio in questione si chiama Goran e questo è il suo sito, e chissà mai se saprà che ho scritto di lui…

Andrea

[SERBIA] Kusadak: travolti da un insolito destino nella campagna Serba

Ago 08, 2016

Visita al campo di lavoro di Kusadak – Young Researcher of Serbia 

E’ il primo agosto 2016. Partiamo dalla sede dell’associazione giovanile Mladi Istrazivaci Srbije (Young Researcher of Serbia) a Belgrado nel tardo pomeriggio, sorpresi dalla pioggia improvvisa. Siamo arrivati a loro grazie a Yap Italia, associazione di volontariato di Roma. In tasca il taccuino con un nome: Kusadak, villaggio ad una settantina di chilometri dalla capitale serba, dove in queste settimane si sta svolgendo il kamp “Design Green Kusadak”.

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Quando arriviamo, ancora bagnati dalla pioggia, i ragazzi del work camp sono nel centro sportivo e hanno appena finito di cenare. Kristina e Giulio, i due kampleaders locali, ci accolgono calorosamente e ci presentano il gruppo di volontari.
Un’italiana, tre serbe, una ungherese, una tedesca, due spagnoli e uno ceco: ecco la composizione geograficamente eterogenea del campo, che porta a rappresentanza di mezza Europa, dieci ragazzi ad immergersi nella profonda campagna serba.

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L’obiettivo del workcamp è quello di portare a nuova vita il piccolo lago di Kusadačkog, poco più di uno stagno immerso nel bosco adiacente al villaggio, popolato da qualche padre che vuole insegnare al figlio l’arte della pesca, qualche coppia di amanti che si scambiano effusioni (e qualche schiaffo per eliminare le migliaia di mosche, anch’esse intente a godersi la pace del luogo) e qualche fedele in transito dal Monastero di Pinosava risalente al XVII sec., a soli pochi metri di distanza.
Il Design green kamp in queste settimane ha ripulito lo spazio adiacente al lago, sistemato il selciato circolare, costruito un ponte che permette di passare un profondo fossato, panche e tavoli da pic nic, insomma contribuito al programma di riqualificazione iniziato qualche anno fa, quando il lago era popolato probabilmente solo da coleotteri, zanzare e qualche pesce annoiato nell’acqua torbida.

Maria Luisa, volontaria della Campania, ci racconta le sue impressioni sul campo:

“Sono venuta a conoscenza di questo campo un po’ per caso attraverso l’associazione italiana Lunaria. Ho scelto Kusadak principalmente perchè la composizione dei partecipanti era molto varia e sarebbe stata sicuramente una occasione per confrontarmi con altre persone provenienti da paesi diversi dell’Europa politica e sopratutto sarei stata l’unica italiana! Ottima occasione per esercitarmi nel mio scarso inglese..certo.. finchè sono arrivati questi due di nessuno ferma le stelle.. due pazzi italiani!”

“Certo in questo campo ci sono stati un po’ di problemi, sopratutto all’inizio, legati alla reperibilità dei materiali da costruzione e all’organizzazione logistica, infatti non ci sono mai stati orari precisi di lavoro; proprio per questo motivo non è stato possibile programmare uscite sul territorio per visitare località vicine di un qualche interesse culturale o ambientale, ma abbiamo fatto gita all’acquapark, che con questo gruppo , non poteva che essere divertente. Nel suo complesso è stata una esperienza unica e interessante per le belle persone conosciute e per il contatto forte con la popolazione del villaggio”

DSCN4207I volontari sembrano completamente a loro agio e immersi nella realtà locale, infatti talvolta è impossibile distinguere loro dai ragazzi di Kusadak , onnipresenti a ogni ora del giorno.
Le giornate dei campisti si svolgono principalmente in tre luoghi: il parco del lago, dove vengono realizzate le opere sul campo, il centro sportivo, dove cucinano, mangiano e si lavano, la scuola elementare dove, dormono nelle classi tra un banco e l’altro su comodi materassini gonfiabili e il bar, l’unico del paese, che concede un po’ di relax a fine giornata.

 

In questi due giorni il duo nessunofermalestelle si è fermato qua. I muscoli fanno male, i vestiti puzzano di legna arsa, i piedi sporchi di vernice, ma il clima che si respira è quello della vita comunitaria, di partecipazione e condivisione.. commistione di culture, lingue che si mescolano, i confini delle identità nazionali che si sfumano..è quello che cerchiamo durante il nostro viaggio verso Saigon.
infatti..ci fermeremo qui anche questa notte..

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Se state attraversando la Serbia, che siate a diretti verso il Kosovo o verso Belgrado sulla statale che passa da Kragujevac, vi consigliamo di fermarvi da Kusadak immergervi nella vera Serbia rurale e visitare il monastero di Pinosava e bere un caffè alla turca con la generosa madre Tecla, che vive proprio nella casa antistante il piccolo cimitero.

link associazione: http://www.mis.org.rs/

 

 

pietro _ nessunofermalestelle

NESSUNOFERMALESTELLE e il NON- RACCONTO di VIAGGIO a Quarto sPosto + live dei TRIO QUATER

Nov 22, 2017

Un VIAGGIO da Milano a Saigon in Scooter, 14 mesi in sella ad uno scooter, più di 40000 km sotto le ruote e 20 paesi alle spalle..

un NON- RACCONTO di viaggio senza schemi, una NON – INTERVISTA ..

un DIALOGO informale con il pubblico con la complicità della band dei TRIO QUATER e contornata da IMMAGINI e VIDEO .

uscito dalle cucine e il divano blu di QUARTO POSTO un anno fa, ritrovo QUARTOsPOSTO in una nuova veste e nuova sede, ma questa volta dall’altro lato della quinta anzi della quarta!

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h.21.00 CENA ETNICA

h.21.30 PRESENTAZIONE e DIALOGO CON INSERTI MUSICALI

H.22.30 CONCERTO “TRIO QUATER

a seguire chiacchera libera e bicipite al bancone

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un viaggio sulle tracce del più folle scrittore vespista GIORGIO BETTINELLI. abbiamo percorso il suo itinerario 25 anni dopo, cosa è cambiato? come cambiano un viaggio le nuove TECNOLOGIE e i SOCIAL NETWORK? perchè partire? CORAGGIO? FUGA? O RIAPPROPRIAZIONE del nostro TEMPO?

insomma PARLIAMONE L’1 DICEMBRE A QUARTOsPOSTO in via Lessona 21. Milano!

vi aspetto curiosi!

QUARTOsPOSTO via Lessona, 21 Milano- sede circolo Meazza 

INGRESSO LIBERO – CENA 8 EURO CON PRENOTAZIONE CONSIGLIATA

info e prenotazioni >>>4posto@gmail.com

info viaggio e link : nessunofermalestelle.org

 

 

Perchè ho scelto di viaggiare…

Giu 22, 2016

Questo pianeta, per quanto lo stiamo distruggendo e inquinando, è ancora in grado di stupirci ed emozionarci con i suoi meravigliosi luoghi.

Immaginate di andare a passare le vacanze in un luogo in cui non siete mai stati, che sia un isola, una regione o una città. Cos’è la cosa più naturale che vi trovereste a fare? Scommetto quella di uscire dal vostro albergo, ostello o casa di amici e visitare il posto. A seconda dei vostri interessi vi spingerete a conoscere quanto più di interessante trovereste. Vi colpiranno quelle cose che non avete mai visto, o quelle altre che riconoscete ma differiscono per alcuni dettagli.
Tutto ciò accade a tutti.

Adesso immaginate, un giorno, di realizzare quanto segue:

“per qualche strana coincidenza astrale io mi trovo qui e ora in questo luogo. Data e coordinate le conosco. Una cosa è certa, l’epoca in cui vivo me la devo tenere, ma per quanto riguarda lo spazio?
Ho vissuto fino ad oggi in questo sputo di terra mentre costantemente mi giungono notizie su una miriade di altri sputi di terre vicine e lontane. Questo pianeta, per quanto lo stiamo distruggendo e inquinando, è ancora in grado di stupirci ed emozionarci con i suoi meravigliosi luoghi. Ci insegnano che noi esseri umani siamo gli abitanti della Terra e abbiamo costruito le Società. Siccome siamo piccoli e tanti ognuno è cresciuto da qualche parte e per sola casualità io sono nato qui e lui lì… Ma se non mi sposto è come abitare in un enorme casa di cui non si conosce che la propria stanza. Possiamo dirci allora abitanti? Abbiamo la stessa mobilità di un armadio! Cazzarola, prendetemi per matto ma un giorno mi sono svegliato e ho capito questo: il mondo è un enorme scrigno di meraviglie. Ci è data solo una occasione per conoscerle.

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Si, d’accordo, tu mi puoi controbattere che stai bene a casa tua e che le meraviglie per te son altre. Io penso “Va bene”, se questo ti fa stare sereno è giusto così. Dopotutto se dovessero tutti improvvisamente mettersi a viaggiare e scoprire il mondo… verrebbe su un bel casino! Tutti in giro e nessuno fermo. Arriverei in India e non troverei nemmeno un indiano o arrivo in Australia e mi trovo tutti Italiani.. che casino! No no, meglio così. Questa cosa teniamocela per pochi…

Viaggiare non è ne un lusso ne una fatica, anche se ci sarà sempre qualcuno che salta su a dire “Bravo! Bravo tu che te lo puoi permettere… io c’ho 22 figli, mi pagano 2 euro l’ora e mia madre è morta ancora prima che nascevo…”. Viaggiare è un approccio alla vita, non si compra.

Immaginate di avere un figlio, e molti di voi sicuramente ce l’hanno… cosa gli augurereste nel profondo del vostro cuore? Se poteste donargli la cosa più grande e bella che esista…

ma le avete mai viste le Cliff of Moher sdraiati sulla spiaggia di sassi della più piccola delle isole Aran? Avete presente l’immensità delle dune del Sahara? Il silenzio nella notte dei suq di Aleppo? L a magnificenza delle vallate che si aprono sotto le Dolomiti? La tranquillità di una grotta marina del Gargano.

Per questo infondo vale la pena vivere…

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(andrea)

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