Sicilia amarcord 2013 pt.1 (aspettando Nessuno Ferma le Stelle…)

Feb 07, 2016 by nessunofermalestelle in  chi siamo

Correva l’anno 2013…con Arianna si decide nei primi giorni d’estate di rianimare una vecchia px 125 del 1982 dell’amica Matilde, che giace inanimata e scomposta nel cortile di casa..la Vespa intendo..
la Vespa dopo una pompata e una rinfrescata dall’esperto meccanico, è pronta a http://prova.nessunofermalestelle.org/wp-content/uploads/2016/02/mimmo.jpgsalpare per la Sicilia..il rischio esplosione del motore è ormai scampato..
Quando è gia agosto da una decina, si piantano baracca e burattini e con il lieve scampanellio del Dr arriviamo a Palermo passando sulle acque tirreniche..mimmo
Il benvenuto in Sicilia ce lo da “Mimmo 0′ ballerino”che ballando ci compone impressionanti panini ca meuza e pane e panelle..per me è il primo assaggio..e mi commuovo..

Sciamiamo tra vespe, star, punto e doblò sulle coste e nella panza della Sicilia..una decina di giorni di meraviglia: Palermo, Corleone minuscolo e affascinante paesino dell’entroterra innalzato da Coppola e i suoi padrini, Agrigento con la sua anima antica della valle e l’abbagliante scala dei turchi a Realmonte, Modica e il suo cioccolato con le bollicine, Caltagirone e le sue ceramiche, Taormina la città bomboniera per turisti affamati, la bellissima Catania con le sue periferie africane, il suo elefante vedetta del centro storico e le case costruite sulla lava…

e poi Messina ..un tuffo nelle gelide acque delle gole dell’alcantara temprano per la seconda parte del viaggio..Messina – Milano in solitaria..o meglio con la vespaccia!

(Pietro)

Come finanziare un lungo viaggio… lavando piatti

Feb 15, 2016

Si può finanziare un viaggio con una semplice cassettina delle offerte in una trattoria di Milano?

Per adesso il nostro Crowdfunding per il viaggio da Milano a Saigon in sella a due LML Star inizia così! Alla trattoria Crono, il nostro quartier generale. Qui abbiamo passato serate goliardiche e cene di riflessione, abbiamo pensato, progettato, lavato piatti, bevuto e mangiato, facendoci il fegato e gli anticorpi per il nostro viaggio…

La trattoria Crono è un posto che non vi aspetterete mai di trovare a Milano. Massimo, il cuoco, ma anche cameriere, lavapiatti, sguattero e cassiere, è un personaggio al limite della realtà. C’è solo lui ad accoglierti nel locale e lo fa a modo suo, un modo particolare… diciamo rustico (ma sostanzialmente se stesso). Quando sei nella sua trattoria non ti lascia servito e riverito, il vino, l’acqua, gli amari e i caffè te li vai a prendere da solo. La cucina, a fine serata, sembra un campo di battaglia e per questo a volte qualcuno si ferma a dare una mano. E chi, come me, quasi tutte le sere…

Dopo i numerosi tentativi di trovare degli sponsor per il nostro viaggio e le altrettante numerose non-risposte, abbiamo pensato di iniziare dal basso. “LAVARE PER VIAGGIARE!” dice Pietro. “Il lavoro, quello umile, nobilita l’uomo e lo rende simile al viaggiatore” dice Donato Nicoletti (www.lungastrada.it), un grande motoviaggiatore che ci ha scoperto e ci supporta.

cassettinaE così Massimo, grande supporter del nostro viaggio e anche lui motociclista, ci ha lasciato mettere la cassettina e questa sta funzionando, funzionando bene!

Tanto che d’ora in avanti saremo sempre più presenti da Crono, e ci potrete venire a conoscere, e sapere di più sul nostro progetto, tra una pentola da lavare, un piatto di zuppa da servire e un caffè da preparare!

Quando?

Bè, voi se vi trovate da quelle parti andateci comunque… Andrea (che vive li vicino) lo troverete quasi sempre. Ma vi faremo sapere quando potrete trovarci tutti e due! (come? seguiteci su facebook e vi terremo aggiornati!)

Vi ricordo che da Crono non si spende quasi mai più di 15 euro per un pasto completo e il resto lo potete mettere nella cassettina!

Intanto un enorme a grazie a chi ha già cacciato la moneta e voi altri… Vi aspettiamo!

dimenticavo: Crono è in via Pascoli 15, Milano.

 

Descrizione di un secondo di pensiero nella testa di un viaggiatore a Sultanahmet

Gen 15, 2016

Poco più di un anno fa ero ad Istanbul per accompagnare un viaggio di Vagabondo Viaggi e scrissi questo breve racconto. Dopo l’attentato di pochi giorni fa nella piazza di Sultanahmet, accaduto in circostanze molto simili a quelle in cui mi trovavo, sento di condividere questo scritto. Nell’attesa di tornare in quella bellissima piazza… sulla mia Star!

Eccoti qua Andrea, in questa stessa piazza dove arrivasti quanti anni fa? Cinque? Sei? Chi se lo ricorda… in quel viaggio che sembrava essere di sola andata, che magari non saresti tornato più. Partito dalla porta d’Oriente e per la prima volta in Asia.

Eri il solito tu, con lo zaino in spalla, il cappello, la chitarra e un fedele taccuino a tenerti compagnia. Quando ancora si poteva sparire senza che nessuno sapesse dove eri, quando eri tu a decidere di comparire nella giornata di qualcuno, magari con un messaggio, una telefonata, e poi sparire di nuovo. Quando non si aveva paura a rimanere soli per un po’, anzi si godeva nel rimanere soli magari distesi a guardare un paesaggio per ore… Hagia_Sophia__from_sultanahmet

Eccoti qua nella piazza di Sultanahmet vecchio amico, dove appoggiasti il tuo carico e togliendoti il cappello ti misi a osservare quella strana costruzione che tanto assomigliava a un’astronave invasa da un formicaio di persone di ogni dove: bambini, donne, signori, vecchi, venditori. Alto in cielo il sole, quel sole di primavera, dei tuoi 20 anni che ti avevano regalato un passaporto e affidato al destino dei viaggiatori che a volte tornano e a volte no. Per qualche tempo hai pensato di appartenere al secondo gruppo, quelli che non tornano, quelli che la vita è una strada sempre dritta, sempre maestra, nessun sentiero di ripiego, nessuna retromarcia. Benzina, chilometri, sedili di treni e pagine che si riempivano, con la tua calligrafia, i tuoi pensieri, la tua firma… il cuore pieno di emozioni, lo stomaco una valigia piena di oggetti, ognuno con un significato, un ricordo e tanti nomi di persone, amici e donne del passato e del presente.

Intorno a me altri viaggiatori, non conosco nessuno di loro, non so cosa si cela dietro alla loro decisione di partire, perché c’è sempre una motivazione per partire e non venite a dirmi che siete appassionati di turismo! Non sono le foto che scatterete, i racconti che racconterete, i regali che acquisterete il motivo per il quale siete qui.

Istanbul non è una città come le altre Signori. Istanbul è quel ponte che è sempre stato davanti a voi e non avete mai avuto il coraggio di attraversare, al di là c’è l’Oriente, la porta d’ingresso del sole.

Muoversi verso Oriente significa andare in direzione contraria al movimento del Sole, sfidare quel moto ostinato e continuo che da sempre alterna il giorno alla notte e da forma al Tempo, quella strana cosa che ci fa cambiare o che fa cambiare gli altri, che ci ha fatto incontrare e ci ha fatto perdere, ci ha fatto dimenticare o ricordare, che allieva il dolore ma allo stesso tempo ci allontana dal giorno di gioia. Insomma, quella forza che altro non fa che farci invecchiare. E allora non venitemi a raccontare che non è così signori, voi volete tornare indietro, volete riavvolgere il nastro, e ritornare a un preciso momento, vero? Quale momento? Lo tenete segreto e non lo rivelate a nessuno.

Io sono qui per ritornare là, a quel tempo passato. Provare l’ebbrezza di quel momento preciso in cui scesi dall’autobus proveniente da Sofia e vidi per la prima volta un minareto e ne sentii il richiamo alla preghiera. A voi che effetto fa? Siete mai stati a Istanbul miei cari compagni di viaggio?

Solo una cosa,
vi guardo,
mi chiedo?
“Mi direte mai perché siete qui, viaggiatori?”

(Andrea)

I PENSIERI DELLA MOTOCICLETTA #1. morfologia di un viaggio (o vita)

Ago 23, 2016

Quando la mente è sgombra da pensieri “tecnici” circa il viaggio, allora amo filosofeggiare a mio modo.

Viaggiare è un po come vivere,

diceva il saggio. Perchè infondo molte delle cose che fai le avresti comunque fatte anche rimanendo a casa.

Dormire, mangiare, bere, respirare, lavarti, scrivere, leggere, guidare…

Per i saggi zen, tutto infondo è la stessa cosa. Il buon caro vecchio Vuoto… ma questa è un altra storia.

viaggio

La mia teoria della morfologia del viaggio è cominciata pensando al momento esatto in cui mi trovavo (hic et nunc).

Mi sono chiesto: “come ricorderò questo momento quando sarò tornato a casa?”, “cosa racconterò?”, “come melo immaginavo prima di partire?” “ma, soprattutto, me lo ricorderò o verrà dimenticato?”

Vita e Viaggio sono due concetti che ritengo molto simili

e li userò come sinonimi. Un viaggio non esiste nel solo momento in cui si viaggia. Un viaggio è fatto di azioni contingenti e contenuti, ovvero il significato di queste azioni. Questo significato non si esaurisce nell’azione ma permane nella mente dei ricordi di una persona per molto tempo. Egli, oltre a ricordare, racconterà il suo viaggio, ovvero proverà a comunicare il significato della sua esperienza ad altri. Prima ancora immaginava già questo viaggio. In ultimo non bisogna tralasciare che molte azioni e rispettivi contenuti potranno cadere nell’oblio ed essere dimenticati.

Un viaggio infondo è il racconto di quel viaggio. Potrà coincidere o meno con la realtà, ma non tradirà il suo significato.

viaggio

Ecco, tutto ciò, se siete d’accordo, potete applicarlo al concetto di Vita, così come a quello di una torta (immagino una torta, la mangio, mi ricordo quanto era buona e lo racconto a un mio amico, dopo un anno però me ne sarò dimenticato).

Esiste la VITA, quella VISSUTA, RICORDATA, RACCONTATA, IMMAGINATA, DIMENTICATA, INVENTATA.

Sono tutte parti della stessa cosa e nessuna può ritenersi più vera di un’altra perchè son fatte tutte della stessa materia, le parole.

L’importante è sapere con quale di queste parti si ha a che fare.
Se, per esempio, chiedo a qualcuno di raccontarmi come vive, devo considerare che le sue parole saranno un insieme di realtà vissuta, ricordata, immaginata, inventata, dimenticata e infine raccontata. Un bravo etnografo sarebbe sicuramente in grado di isolare tutte queste parti e cercare ciò che gli interessa.

viaggio

Passato, presente, futuro, convivono nello stesso momento. Così come realtà e finzione.

Questa consapevolezza mi fa sentire immensamente pieno, pieno di vuoto, a cui do forma con il mio racconto.

Spesso infatti si ha la sensazione che il tempo fugga via,

godersi l’attimo non basta, allora so che potrò richiamare alla memoria un episodio e riviverlo infinite volte. Se qualcosa non è andato come speravo, potrò sempre romanzare, aggiungendo o togliendo qualche dettaglio, infondo i ricordi sono miei e posso farne quel che voglio.  Non sono un cronista, sono solo un uomo che vuole rendere unica la propria vita!

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Lasciatemi fare un’ultima metafora.

Un viaggio è come un buon vino, una volta imbottigliato continuerà a fermentare e migliorare invecchiando.

 

Le parole sono tutto.
Sono la forma dei nostri pensieri.

(Andrea)

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