16298684_1209434699170759_1130250727368714420_nEra Gennaio 2016 ed ero dall’altra parte..lì! a neanche 30 km..

Cercavo di immaginare il viaggio di @nessunofermalestelle e come sarebbe stato il giorno in cui avrei guardato indietro da quel dito di sabbia indiano che punta verso una lacrima verde..lo Sri Lanka.

Ora sono qui a Dhanushkodi Point, sotto Rameswaran, in Tamil nadu, con tre ore di sonno alle spalle, avendo dormito in un chiosco che serve breakfast ai pescatori.. e si sa.. i pescatori l’alba la vedono dopo colazione 😏

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Il cielo è pesto, l’aria umida e tira vento.. Le cantilene dei cerimonieri Hindu mi accompagnano fino all’oceano..cerco di distinguere tra mare e nuvole,ma guardo oltre..

Alla fine l’abbiamo fatto.. io e Andrea siamo partiti sul serio..questa pazzia l’abbiamo fatta veramente..

Sono già 6 i mesi di viaggio..i km quasi 30000, 13 i paesi attraversati, centinaia le persone incontrate sulla strada, le emozioni incalcolabili.

Il viaggio cambia faccia, si rimodella in continuazione, il ritmo è scostante e l’andamento incerto..

Ora sono all’estremo sud nella regione del Tamil Nadu, ma a fatica sono riuscito a lasciare alle spalle la folle Goa, il meraviglioso Karnataka e il rosso Kerala..

Da oggi si comincia a risalire.. a puntare di nuovo la bussola verso EST e cercare di fare breccia nelle prossime difficili frontiere..pensiero costante e motivo di ansia latente da quasi due mesi..

Dal Myanmar si passa solo con un tour guidato prezzolato..e trovare un gruppo per dividere i costi è sempre più complicato. Da quest’anno anche per attraversare la Thailandia con un mezzo straniero sarà necessario una agenzia che gestisca ogni spostamento..
..disincentivo su disincentivo..
Molti viaggiatori stanno cercando strade alternative o tornando indietro. Io sto cercando di ottenere un permesso speciale per viaggiare libero in Thailandia..è stata una delle ultime richieste..ora anche questa porta è chiusa..

Sono passati 24 anni dal passaggio a sud est di Giorgio Bettinelli, quando dovette tornare in Bangladesh e spedire la Vespa in Thailandia saltando a piepari il Myanmar. negli anni si è andati sempre più verso un apertura nelle frontiere, ma ora ecco un balzo indietro..

Per quanto mi riguarda l’appuntamento con la Birmania è previsto per fine febbraio.. Incrocio le dita e spero di non dovere fare inghiottire la Aranciona in qualche stiva volante.
Capirò qualcosa di più in questi giorni..

A presto. Keep in contact
Un abbraccio a tutti.

Pietro
@nessunofermalestelle

#nessunofermalestelle #ontheroad #versoest #India #borders #Myanmar#Thailand #southeast

POSSIAMO SALVARE LA CASA DI TIZIANO TERZANI A BANGKOK! DIAMO NUOVA VITA ALLA TOURTLE HOUSE..

Mar 26, 2017

 

Nel lungo viaggio da Milano verso Saigon, diversi libri sono passati dall’inchiostro elettronico del mio e-book, ma “Un indovino mi disse”di Tiziano Terzani mi ha affascinato e trascinato verso est ancor prima di arrivarci sulle due ruote. Tra le pagine del romanzo lo sguardo di Terzani talvolta si alza dal foglio e si guarda attorno abbandonandosi a digressioni sulla casa dove stava scrivendo: la Tourtle house, una casa di legno in riva ad un laghetto, immersa in una piccola foresta tropicale proprio nel centro di Bangkok, circondata da immensi palazzi di cemento che pare la guardino minacciosi.

Qualche giorno fa a Chiang Mai, prima di rimettermi in moto per Bangkok, cercavo informazioni sulla Tourtle house e mi sono imbattuto casualmente nel post di Mangia Vivi Viaggia e nella petizione lanciata da Teresa Pisanò (link in fondo al post) per evitare che la casa sia rasa al suolo.

Tra le vie attorno Sukhumvit centri commerciali e rombanti tuk tuk la fanno da padroni, ma c’è un’oasi nascosta..

Phrom Mit Alley svolta a novanta in Soi Sukhumvit Road e canne di bambù prendono il posto delle alte mura delle proprietà adiacenti. Alzandomi in piedi sull’ Aranciona lancio lo sguardo tra la fitta vegetazione tropicale, una vera giungla urbana. Parcheggio e sbircio come un ladro tra una canna e l’altra fino ad arrivare al portone che con immensa sorpresa trovo aperto! Con l’amica Kanchana e il vecchio proprietario dello street restaurant di fronte entriamo nella proprietà. Sono emozionato come un bambino..

Un sentiero di mattonelle accompagna tra la rigogliosa vegetazione. Si presenta subito Kamsing guardiano della casa da più di trent’anni. Camminiamo insieme attorno al piccolo laghetto artificiale armoniosamente invaso da mangrovie e liane per arrivare alla piccola villetta in legno e il gazebo- palafitta dove Terzani e la moglie Angela avevano l’abitudine di leggere e scrivere. Varcata la veranda che si affaccia sul giardino, si scorge attraverso la grande vetrata la sala. Sulle mensole qualche libro e tre foto del periodo in cui i Terzani vissero qui, in una delle foto vediamo anche il giovanissimo Kamsing.
Passiamo al piano superiore passando attraverso le stanze della residenza ed arriviamo al terrazzo che guarda sulla proprietà, qui la vista è impressionante.. cercando di guardare il cielo tra le fronde degli alberi si vede solo cemento e finestre dei palazzi accanto.

Il guardiano ci racconta la storia della casa. Dopo il 1994, quando Terzani lasciò Bangkok, la casa restò sfitta per qualche tempo per poi diventare il lussuoso Lai Thai Restaurant fino a un anno fà circa. Le proprietarie della casa sono due sorelle che fortunatamente non sono entrambe d’accordo nella vendita della casa, la situazione è bloccata perchè non si trova un accordo, ci racconta Kamsing, quindi forse quindi c’è ancora la possibilità di salvare questo luogo magico!

Il valore di vendita della casa si aggira attorno ai 5 milioni di euro e l’affitto pare intorno ai 5000 euro al mese.. sono molti è vero, ma se consideriamo che tutti i giorni decine e decine di persone, sopratutto italiani e tedeschi entrano nella casa seguendo indizi non ufficiali, con la proposta di Teresa Pisanò di una casa Museo di Terzani, un centro culturale dove organizzare eventi e una scuola di Italiano, il luogo diventerebbe sicuramente noto e attrarrebbe curiosi turisti in pellegrinaggio e potrebbe autosostenersi con un biglietto d’ingresso, o con le attività proposte, o perchè no grazie anche all’aiuto del ministero della cultura italiano..

Salvare questa casa significa salvare un luogo legato alla memoria di Terzani, dello scrittore che diete vita a Buonanotte signor Lenin e Un indovino mi disse proprio seduto sulla riva di quel piccolo laghetto, ma significa anche salvare la memoria della Bangkok che ormai non esiste più, la casa infatti risale a più di cent’anni fà, quando decine di villette fiorivano proprio in questo quartiere..

aiutiamo questa casa magica a resistere alle colate di cemento e diamogli nuova vita!

Ecco il link della petizione—> https://www.change.org/p/salviamo-turtle-house-la-casa-a-ba…

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[TURCHIA] HASANKEYF, un gioiello che verrà sommerso

Set 17, 2016

I luoghi a questo mondo si dividono in quelli che vedi per la prima volta e quelli in cui sei già stato almeno una volta.
Nei secondi, oltre a riconoscere il posto, ritrovi anche traccia del tuo passaggio. Entrambi (tu e il posto) vi troverete cambiati.
Il tempo è una forza dinamica che trasforma. Come il vento soffiando sulle rocce per millenni le leviga, così, anche solo pochi anni bastano a far cambiar volto a un piccolo paesino sulle rive del Tigri in Turchia sud-orientale.

 

Hasankeyf
Hasankeyf nella regione di Batman, Turchia

“Ecco Hasankeyf,

appena dopo il ponte dovrebbero vedersi i miei amati ristorantini costruiti sulla palafitte sopra il fiume, in cui sette anni fa mangiai pesce e da allora ogni volta che mi chiedono qual’è il posto più bello del mondo io dico: qui, Hasankeyf! Perchè oltre al fiume, le grotte, il cibo e il mercato, c’è anche un meraviglioso e immenso sito archeologico composto da antiche case scavate nella roccia fino ad arrivare al castello che sormonta tutta la rocca.”

Oltrepasso il ponte, mi giro a destra, pronto a indicare a Pietro quel che da tempo ho aspettato di fargli vedere.  Invece nulla. La spiaggia è deserta. Dove sono i ristorantini di pesce alla griglia?

 

dallalto

 

Poco più avanti l’Hasankeyf Motel c’è ancora,

ci avevo dormito anni fa, insieme ad altri turisti che come me si spingevano in questo remoto angolo di mondo. Oggi invece noi siamo i primi turisti da non si capisce quanto tempo… e forse anche gli ultimi (la famiglia che gestisce l’hotel ha deciso ormai di chiudere i battenti). L’edificio è molto spoglio ma affaccia con degli accoglienti balconcini proprio sopra il Tigri di cui si sente il piacevole suono.
Ci facciamo raccontare cosa è successo.

 

Hasankeyf
l’Hasankeyf Motel, dopo il ponte sulla sinistra e i fratelli Mahmud e Ercan

 

“Hanno chiuso tutto.

Sono cadute delle pietre qualche hanno fa, dal costone in alto fin giù sulla spiaggia, qualcuno è pure morto (??), al castello non si può andare, i ristoranti si sono spostati sul lato opposto del ponte. Qui in Kurdistan sono ricominciati i problemi, guerriglieri curdi e soldati dell’esercito turco hanno ricominciato a combattere, aggiungici poi la guerra in Siria (a pochi chilometri da qui) ma soprattutto il fatto che questo paese verrà presto sommerso da un imponente diga nel giro di pochi anni…”

Hasankeyf
Ma quante ne ha viste questo fiume? Quante popolazioni, civiltà, culture ha dissetato e nutrito? E’ come un vecchio nonno che ti racconta storie di altre epoche mentre tu ascolti pacificamente e i bambini giocano nelle sue acque.

 

Hasankeyf
il bazar di Hasankeyf

 

ristorantini
i ristoranti di pesce ora si sono spostati dall’altro lato del ponte. posizione meno suggestiva rispetto al passato.

Sono profondamene amareggiato, mi sento impotente,

Hasankeyf sta lentamente morendo e io assisto alla sua agonia. La storia della diga che sommergerà tutto la conoscevo, ma sette anni fa mi sembrava così assurda che stentavo a crederci. Oggi devo ricredermi di fronte all’evidenza della Nuova Hasankeyf che stanno costruendo al di la del fiume in posizione più rialzata.

 

Hasankeyf
la nuova Hasankeyf in costruzione. Presto gli abitanti si sposteranno in queste nuove abitazioni.

Allo stesso tempo mi sento fortunato per aver potuto visitare questo posto,

quando ancora era possibile percorrerlo in ogni suo anfratto, quasi sembrava ancora riflettere i gloriosi tempi del passato. Ora una scarna e asettica recinzione mi separa da quella Hasankeyf che ricordavo.

 

Hasankeyf
questo è solo l’ingresso dell’antica città di Hasankeyf ma ora non vi si può più accedere

 

Hasankeyf
una grotta ancora abitata fuori dal sito archeologico

Hasankeyf verrà sommersa, un gioiello del nostro pianeta nascosto per sempre.

Il Tigri, nemmeno lui potrà opporsi a tale gesto di ignoranza.

Lui che per secoli ne ha dolcemente bagnato le riva un giorno si vedrà costretto a sommergerla violentemente.

Come un uomo indotto senza altre possibilità a uccidere il suo più caro amico. Crudeltà.

 

Intanto gli abitanti vivono rassegnati la vita di tutti i giorni,

mentre la noia e la desolazione calata all’improvviso quasi li induce all’indifferenza per le sorti di questo luogo.

 

pecore
l’attesa di un futuro incerto

 

Per conoscere gli aggiornamenti sui lavori della diga visitate questo sito www.hasankeyfmatters.com

(andrea)

DALLA VESPA ALL’APECAR

Lug 19, 2018

 

1 Comment

stefano

sei mesi da quella calda mattinata in piazza XXIV maggio: ne avete macinata di strada ragazzi! bravi, avanti così!!!

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