Viaggiare troppo ci fa diventare dei “fuori di testa”?

Apr 02, 2016 by nessunofermalestelle in  andrea chi siamo evidenza

E’ una domanda che mi sono sempre fatto e su cui ho avuto solo parziali risposte. Viaggiando per molti anni e conoscendo altri viaggiatori ho riflettuto su alcune questioni che mi piacerebbe condividere con voi.

In primis bisognerebbe partire dalla definizione di “fuori di testa“. Ognuno di noi può dire la sua e dipende sicuramente da ogni cultura, ma si può generalmente affermare che significa “non essere allineato“, ovvero comportarsi e pensare in maniera sicuramente dissimile dalla maggioranza delle persone che vivono nel posto in cui ci si trova, fino ad abbracciare un personalissimo e unico stile di vita e conseguente visione del mondo.

Questo fatto accade perchè in viaggio vengono meno molti punti di riferimento che abitualmente sono i punti cardini su cui si imposta la propria quotidianità e sulla quale costruiamo la realtà. Le neccessità e le aspettative di chi viaggia sono sicuramente diverse da chi vive sedentario. E mentre il secondo in qualche modo si “difende” dalla vita e cerca di raggiungere una sicurezza nella quale vivere, il primo “attacca” la vita! In tutte le forme e situazioni.

Bunyonyi
attraversando in canoa il Bunyonyi Lake in Uganda

Il viaggiatore cerca la montagna per valicarla, la frontiera per oltrepassarla, il fiume per guadarlo, la foresta per attraversarla, il problema per risolverlo. Inoltre il desiderio di scoprire l’ignoto evidenzia un’inclinazione a voler mettere in discussione le proprie certezze, vedere le cose per quello che sono, senza occhiali, senza filtri (per quanto possibile…). Testimoniare luoghi e situazioni impensabili è qualcosa che accresce la sua soddisfazione. Questo approccio alla vita finisce per entrare nel sangue del viaggiatore che anche una volta tornato nel suo luogo di provenienza cercherà, consapevolmente o inconsapevolmente, di mettere in atto.

Inoltre chi passa molto tempo lontano da casa finisce per perdersi molti fatti e avvenimenti locali che entrano a far parte della memoria collettiva degli “stanziali”. Tale mancanza crea una distanza che va recuperata. Per cui il viaggiatore al ritorno da un lungo viaggio si ritrova come in un limbo dove lui è diverso dagli altri e il luogo non è lo stesso che ha lasciato alla sua partenza.

Tutto questo lo può portare ad essere considerato “fuori di testa”, poichè secondo gli altri egli non ha una visione “chiara” (o allineata) della realtà. E forse sarà così, o forse avrà una visione molto più chiara di molte più realtà, tutte quelle che i suoi occhi hanno visto e vissuto…

In conclusione con questo piccolo post non volevo dire niente di più importante di quel che potete pensare voi in merito, forse me ne sto semplicemente andando già “fuori di testa”… ; – )

Mancano 3 mesi alla partenza. Saluti a tutti!

(Andrea)

PS.
Ci sarebbe molto altro d’aggiungere su questo tema. Devo confessare di aver visto persone che nel mondo si sono perse veramente e non si sono trovate più, purtroppo ci sono ve lo assicuro, ma forse questo non ha a che fare con il “viaggio” piuttosto con il proprio percorso di vita (che è un altra cosa…)

[GRECIA] PORTOKALI beach. Il Monte Athos è un monaco gigante.

Ago 26, 2016

E’ un insieme di cose che mi ha fatto meravigliare di questo posto. Portokali Beach (Orange beach, per chi non riuscisse a ricordarsi il nome) è un campeggio libero a ridosso di un mare cristallino della Grecia settentrionale.

 

portokali beach

 

Tante persone diverse immerse nella natura. Niente corrente, niente acqua, niente servizi.
Riparate sotto l’ombra di dormienti pini marittimi centinaia di tende, ognuna con il suo spazio.

 

portokali beach

Sembra come un paese di sconosciuti che si avvicinano senza toccarsi.

 

portokali beach

Il mare è il motore perpetuo che ci ricarica, ovunque tu guardi lui è li. Con il suo Blu acceso e il suono delle sue onde.

portokali beach

Portokali Beach si trova sulla penisola di Sithonia che a sua volta fa parte della penisola Calcidica nel nord della Grecia.

 

portokali beach

Il Monte Atos

Incontrastato e solenne il divino monte Atos sorge sullo sfondo dalla penisola adiacente, presenza costante e impassibile che emana spiritualità su tutti i natanti e campeggiatori.

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Cosa ci fa un monte di 2000 metri così a ridosso del mare?

Mi vien voglia di salire sulla cima e tuffarmici giù! Sembra messo li per scherzo, e invece osservandolo attentamente ti accorgi che è un monaco gigante in meditazione. Impenetrabile. I suoi pensieri non ci è dato conoscerli. Forse i monaci che abitano alle sue pendici riescono a parlare con lui. Per fare ciò si sono chiusi e isolati dal mondo, vivono come eremiti. Ci vietano di entrare. Metà della penisola di Agios Orios è una repubblica teocratica in cui si può accedere solo su invito da parte dei monaci (donne assolutamente escluse). Mi piace pensare che abbiano i loro buoni motivi. Sicuramente li hanno.

Chissà, forse è più bello immaginarsi un posto incontaminato che contaminarlo con la propria presenza.

 

portokali beach

 

Al campeggio libero di Portokali beach non si può dire che gli uomini non lasciano traccia del loro passaggio.

(Andrea)

Nasce un’idea. Un viaggio da Milano a Saigon

Dic 11, 2015

Era un pomeriggio di giugno 2015 a Milano quando Pietro arrivò in sella alla sua Star. Andrea, che non ne aveva mai vista una disse:

<< e questa cos’è?!>>

<< è una Star, le vespe che fanno in India, bella ne?>>

Dopo un mese eravamo già nel mezzo dell’Italia a far  scoppiettare i motori, mettendo a confronto la  Star rossa di Andrea, 4 tempi appena comprata (usata) e quella di Pietro, arancione e 2 tempi… nell’aria ii 40 gradi di un estate infuocata e nella borsa un libro di Bettinelli.
Fu tra le colline del chianti probabilmente che naque l’idea di andare a Saigon.

Parafrasando le parole del film Mediterraneo… abbiamo trent’anni, “quell’età in cui non sai se metter su famiglia o perderti per il mondo”.

Siamo entrambi educatori e da sempre appassionati di viaggi.

Pietro lavora con persone disabili pscicocognitive presso la cooperativa Eta Beta da 7 anni, ha sempre speso le sue ferie in qualche viaggio che lo ha portato in America Latina, nei Balcani e in Africa.

Andrea lavora con i senza tetto della sua città, fa anche il musicista e insegna chitarra ai bambini, ma prima di stabilizzarsi a Milano ha sempre viaggiato e vissuto numerose esperienze di studio-volontariato in Africa, Turchia, Francia, Brasile.

Nasce così l’idea di ripercorrere il primo viaggio di Giorgio Bettinelli che a cavallo tra ’92 e ’93 partì da Roma fino a Saigon (Vietnam) in sella alla sua vespa. Egli divenne un vero mito tra i vespisti di tutto il mondo e molti dopo di lui hanno affrontato viaggi in vespa in ogni luogo della terra. Noi però abbiamo le Star, le sorelle indiane prodotte a Kanpur (India), negli stessi stabilimenti dove venivano prodotti molti pezzi per la Piaggio fin dall’84..  il richiamo dell’est non può che essere più forte!

Tra una gita e l’altra, un’estate calda e bellissima, l’idea prende sempre più forma.

Non vogliamo che rimanga un viaggio fine a se stesso. Vogliamo raccontare qualcosa, qualcosa che a che fare con le nostre  professioni di educatori: le realtà che resistono. Il nostro interesse in questo viaggio sarà infatti rivolto a quelle realtà – associazioni, villaggi, gruppi formali e informali o semplici persone – che in tutto il mondo si adoperano per renderlo migliore o per mantenere le proprie tradizioni.
Tutto questo verrà raccontato sul nostro blog con video e post e su tutti gli altri canali social che stiamo aprendo (facebook, twitter, youtube).

Ma c’è un piccolo problema … partire senza un soldo in tasca.. o quasi.. considerati gli esigui stipendi da educatore!

Ci serve un equipaggiamento base per partire, borse impermeabili e strumentazione per foto e video, per questo siamo in creca di sponsor tecnici!

Nei prossimi mesi partirà anche un crowfunding per sostenere le spese del viaggio per 8 mesi  per e tutti i documenti necessari a esportare un mezzo a motore in 15 stati diversi (solo la Birmania chiede 1500 euro a persona!).

La partenza averà a giugno 2016, i paesi attraversati saranno Italia, Slovenia, Croazia, Bosnia, Serbia, Bulgaria, Turchia, Georgia, Armenia, Iran, Pakistan, India, Thailandia, Cambogia, Laos, Vietnam. Tutto rigorasamente via terra, impresa finora ancora mai compiuta.

10 cose che accadono a chi sta per partire per un lungo viaggio

Mar 26, 2016

Quando sei in procinto di partire per un viaggio che ti terrà lontano da casa per quasi un anno il modo di vedere le cose intorno a te cambia sostanzialmente. Nella tua testa inizia a definirsi un confine tra prima e dopo. E accade più o questo…

  1. non riesci più a prendere giustamente impegni o appuntamenti a lungo termine. Se un amico ti dice “allora dai, tra qualche mese organizziamo e si va….” tu rispondi con un “guarda, non so dove sarò tra qualche mese, magari quando torno… ma non so bene ancora quando torno…”
  2. inizi a ragionare in termini di “questo me lo porto – questo non me lo porto”. Se qualcuno ti regala qualcosa declini gentilmente con un “guarda adesso non saprei dove metterlo perchè per i prossimi mesi vivrò con uno zaino in spalla..” Guardi gli oggetti nella tua stanza e sei terrorizzato dal momento in cui dovrai iniziare a impacchettare tutto ma intanto il tuo occhio scorre come un inappellabile censore che condanna o da la grazia ad ogni cosa che vede. Quale oggetto sarà così fortunato a seguirti nel tuo viaggio?
  3. ti senti come un vecchio nonnino che inizia a fare il testamento. A molti amici inizi a dire: “guarda se vuoi te lo lascio per il periodo che sarò in giro”, sai che alcune cose poi non le rivedrai più… Si sparge la voce del viaggio e la gente inizia a guardarti come un vecchio zio ricco in procinto di morire e tutti iniziano a sperare in un bel regalo (a chi lascerà la macchina? e le casse stereo? e il lavoro???)cartina
  4. certe discussioni iniziano a non destare più il tuo interesse, soprattutto quelle di cronaca locale, politica interna… discorsi da bar…
  5. finalmente hai la risposta magica agli scocciatori dei CALL CENTER che vogliono proporti un offerta commerciale: “mi spiace ma tra qualche mese parto e lascio l’Italia, quindi non vedo come potrebbe interessarmi il suo abbonamento..” FUNZIONA alla grande! gli operatori rimangono senza parole, anzi ti chiedono magari pure dove vai e quando gli dico “in vespa in Vietnam” loro si prostrano in segno di rispetto e si scusano di averti disturbato…
  6. iniziano a chiamarti persone che non sentivi da tempo.. il che fa molto piacere, soprattutto se sono donne…
  7. riprendi in mano bollette, multe, contratti, per un momento diventi un esperto commercialista alle prese con un risanamento aziendale.. mai partire per poi tonare e vedersi pignorare la macchina!
  8. tutti i buoni propositi per “mettere la testa a posto” vengono posticipati all’anno prossimo
  9. ti prepari a sapere che quando tonerai alcuni dei tuoi amici avranno acquisito nuovi titoli parentali (marito, moglie, padre, madre, nonno…) e chissà, forse anche tu stesso…
  10. non ti resta che pensare già al prossimo viaggio

e voi?? avete qualche punto da aggiungere a questa lista??

(Andrea)

4 Comments

Andrea Scabini

Bravi……..quello che conta è partire sempre………mai fermarsi x le strade del mondo come stò facendo io da 5 anni con la mia Land Rover…………curiosità come avete fatto per il visto per il Pakistan, io non ci sono riuscito forse è meglio farlo a Teheran………se andate in via Pascoli si può fare 2 chiacchiere….ciao

nessunofermalestelle

per il visto del pakistan lo faremo in italia prima della partenza.
quando vuoi vieni da Crono che ci conosciamo!

Manuela

Mai letto Chatwin?

nessunofermalestelle

qualcosa…

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