[CROATIA] ZELJAVA – Tito’s secret Airbase (VIDEO)

Lug 28, 2016 by nessunofermalestelle in  croatia evidenza il viaggio video

There are no informations on the road to reach the old dismissed Zeljava Airbase, used by Tito during his dictaturship. It’s just at the border between Croatia and Bosnia Herzegovina. From the main road heading to the border you have to exit and follow the ATTENTION MINES signs.

ZELJAVA AIRBASE – video

After some long streets in the midle of nothing you’ll find the first runway. The atmosphere is sombre and the temperature get cold. The only still alive signs are the white lines on the runway and an old destroyed airplan. Inside the mountains you find the hangars, huge digs in the rock. No light inside and impossibile to see anything!

Zeljava Airbase

We went there on 2016, we explored the place and shoot this video!

Zeljava Airbase

 

Come finanziare un lungo viaggio… lavando piatti

Feb 15, 2016

Si può finanziare un viaggio con una semplice cassettina delle offerte in una trattoria di Milano?

Per adesso il nostro Crowdfunding per il viaggio da Milano a Saigon in sella a due LML Star inizia così! Alla trattoria Crono, il nostro quartier generale. Qui abbiamo passato serate goliardiche e cene di riflessione, abbiamo pensato, progettato, lavato piatti, bevuto e mangiato, facendoci il fegato e gli anticorpi per il nostro viaggio…

La trattoria Crono è un posto che non vi aspetterete mai di trovare a Milano. Massimo, il cuoco, ma anche cameriere, lavapiatti, sguattero e cassiere, è un personaggio al limite della realtà. C’è solo lui ad accoglierti nel locale e lo fa a modo suo, un modo particolare… diciamo rustico (ma sostanzialmente se stesso). Quando sei nella sua trattoria non ti lascia servito e riverito, il vino, l’acqua, gli amari e i caffè te li vai a prendere da solo. La cucina, a fine serata, sembra un campo di battaglia e per questo a volte qualcuno si ferma a dare una mano. E chi, come me, quasi tutte le sere…

Dopo i numerosi tentativi di trovare degli sponsor per il nostro viaggio e le altrettante numerose non-risposte, abbiamo pensato di iniziare dal basso. “LAVARE PER VIAGGIARE!” dice Pietro. “Il lavoro, quello umile, nobilita l’uomo e lo rende simile al viaggiatore” dice Donato Nicoletti (www.lungastrada.it), un grande motoviaggiatore che ci ha scoperto e ci supporta.

cassettinaE così Massimo, grande supporter del nostro viaggio e anche lui motociclista, ci ha lasciato mettere la cassettina e questa sta funzionando, funzionando bene!

Tanto che d’ora in avanti saremo sempre più presenti da Crono, e ci potrete venire a conoscere, e sapere di più sul nostro progetto, tra una pentola da lavare, un piatto di zuppa da servire e un caffè da preparare!

Quando?

Bè, voi se vi trovate da quelle parti andateci comunque… Andrea (che vive li vicino) lo troverete quasi sempre. Ma vi faremo sapere quando potrete trovarci tutti e due! (come? seguiteci su facebook e vi terremo aggiornati!)

Vi ricordo che da Crono non si spende quasi mai più di 15 euro per un pasto completo e il resto lo potete mettere nella cassettina!

Intanto un enorme a grazie a chi ha già cacciato la moneta e voi altri… Vi aspettiamo!

dimenticavo: Crono è in via Pascoli 15, Milano.

 

[GRECIA] Qui si mangiano frizioni a colazione!

Ago 21, 2016

Il primo guasto meccanico.. qui si mangiano frizioni a colazione!

E’ passato qualche giorno e quel rumore mi ronza ancora nelle orecchie…

15 Agosto: siamo a Kavala (GR), città marina sulla nostra rotta tra Thessaloniki e Alexandropoli..è tardo pomeriggio, una giornata di viaggio stampata sulle natiche, voglia di una doccia dopo quattro giorni di astinenza da acqua dolce, e tirando a sorte con una moneta da due euro, ci prepariamo a dirigerci verso un campeggio a pochi chilometri. Colpo alla pedivella e via!… o quasi.. un rumore metallico arriva sinistro dal motore e la Aranciona si spegne, sembra definitivamente.

E’ ferragosto e anche qui è festa, quindi tutti i meccanici sono chiusi.. ci mettiamo a smanettare al porto sotto i gusci della star, sul lungo mare di passaggio sotto gli occhi dei passanti, sperando che qualche anima pia si fermi e ci dia una mano, per riparare la star e per trovare un posto dove dormire questa notte.

DSCN4800Dopo una ciurma di marinai egiziani non troppo disponibili, una famiglia di tedeschi che ci da con un contatto di un meccanico, conosciamo il “grande” Yanis, grande in tutti i sensi. Yanis ha un baretto proprio davanti alla nostra improvvisata officina ambulante. Il grande uomo accetta di tenerci i bagagli fino all’indomani mattina e mi porta col suo Varadero a vedere dove si trova il meccanico migliore di tutta Kavala. Si fa notte e il bar chiude, facciamo qualche passo per il centro storico nei dintorni del castello e infine decidiamo di passare la notte all’addiaccio sulle mura del porto.

16 agosto: Non si poteva immaginare di dormire così bene sulle mura di cemento a fianco ai frangiflutti, tanto che non puntiamo neanche la sveglia per l’appuntamento alle h.6 da Yanis, arrivando con due ore di ritardo.

Dopo una abbondante colazione al bar, con leccornie comprate apposta per noi, finalmente in officina a ricevere una diagnosi più sicura e veritiera delle nostre campate per aria del giorno prima.

A denti e chiappe strette il verdetto arriva..ed è un sospiro di sollievo!

Frizione spaccata..la terza in tre mesi! Probabilmente colpa di una guida troppo sportiva! Mi risuonano le raccomandazioni di Gino (meccanico della Scooteria)..“mi raccomando delicatezza, sopratutto con il cambio”

SPAK-FRIZ

È la diagnosi migliore che potessimo sperare, e anche quella più economica.. perchè non è necessario aprire il motore.

 

 

 

 

 

Il meccanicoSALDA-FROIZ  Vassili opta per saldare le parti spaccate della campana della frizione e mettere nuovi dischi, senza comprarne una nuova e dopo solo una mezz’ora mi mostra il lavoro magistrale di saldatura …ha bisogno di un ora di tempo per lavorarci ancora e mi fa capire gentilmente che non ci vuole tra i piedi, quindi mentre Andrea cerca un tabaccaio, esploro curioso il quartiere appena sopra il porto.

 

ciccia

Mi siedo per un caffè in un vecchio bar con un grande adesivo di un gallo sulla porta a vetri e mi perdo ad osservare giochi di carte e partite infuocate di backgammon, che alzano ancora di più il clima rovente, sullo sfondo la televisione trasmette le olimpiadi da Rio e proprio in quel momento il salto in alto viene bloccato per le piogge torrenziali.

 

 

 

gutemberg

Ritorno sulla strada sono assorbito da una vecchia stamperia a caratteri mobili, dove con orgoglio un gruppo di ottuagenari mi invita ad entrare per mostrarmi il funzionamento delle antiche macchine cecoslovacche e polacche. I simpatici vecchietti mi salutano con la frase che dal ’92 aspettavo di sentirmi dire in Grecia “ahhh Italiano! Italiano – Greco! una faccia – una razza!”

 

Torno in officina quando stanno già sistemando il cavalletto ancora claudicante dopo i nostri ultimi aggiustamenti.

FATHER-SONLa frizione è già montata e dopo i primi giri di prova il tutto sembra funzionare perfettamente come nuova. Arriva il momento, sempre teso, del pagamento dove con una premessa sui pezzi sostituiti e la  manodopera, chiaramente col figlio interprete in inglese, ci chiedono 80 euro, che sembra una cifra assolutamente adeguata sia per il tempo per la rapidità.

…Foto di rito e di nuovo verso est!

Durerà questa opera d’artigianato greco? Per ora mi ha portato fino ad Istanbul da dove scrivo.. ma la strada per il Vietnam è ancora lunga e le frizioni qui si mangiano a colazione!

Qualcuno non capirà il tuo viaggio… ma non è il loro viaggio. è il tuo!

Feb 01, 2016

Se vai a Milano, prendi l’ombrello che a Palermo piove!!

I giorni passano e le notizie che arrivano dal mondo non sono delle più rassicuranti.
Ti sforzi di fare appello a tutte le risorse intelletuali che possiedi per costruire un quadro logico della situazione.
Intanto cresce l’insofferenza per chi critica e cerca di dissuaderti dall’itinerario del tuo viaggio, soprattutto quando nomini paesi come IRAN, PAKISTAN, TURCHIA.

Ieri ho parlato con un ragazzo della Siria, in italia da 8 anni. Mi ha raccontato di essere stato nel suo paese nel 2014. La situazione è la seguente: ci sono zone dove sparatorie, cecchini e bombe sono all’ordine del giorno, eppure la vita scorre normale. La popolazione si è ormai abituata, cos’altro deve fare? E poi ci sono zone dove invece non succede assolutamente nulla, per esempio la sua città. Mi dice che le ambasciate rialsciano ancora visti turistici.

Qualche giorno fa invece ho parlato con un signore del Pakistan, qui dove lavoro, e mi ha confermato come le zone pericolose siano le aree tribali (a nord-ovest lungo il confine con l’Afganistan) e la città di Karaci. Per il resto… piuttosto c’è d’aver paura del traffico!

La guerra non è quella cosa per cui appena si entra in uno Stato ci si trova sotto tiro di armi da fuoco da tutte le parti. Ricordiamoci come anche in Italia la gente viveva, lavorava e cresceva durante le due guerre mondiali.

Generalizzare sulle questioni di sicurezza di paesi, su cui conosciamo poco, lo trovo profondamente offensivo.
E’ come non voler visitare Udine perchè a Napoli c’è la camorra.
E’ come non voler stringere la mano a un malato di aids pur sapendo che non c’è nessun pericolo di contagio.
E’ come non voler sedersi di fianco a un uomo che indossa una tunica durante un volo aereo.

siria
Andrea durante un viaggio in Siria nel 2009

Lungo il nostro viaggio passeremo sicuramente in Paesi al cui interno oggi si rilevano scontri armati. Ma stiamo parlando di alcune zone all’interno di grandi Paesi. Nelle altre zone il rischio di attentati o conflitti è pari a quello che ci può essere in qualunque altra città europea. Anzi, possiamo sicuramente affermare che negli ultimi mesi ci sono stati più morti per mano dell’ISIS a Parigi rispetto a Islamabad. Inoltre tra le 50 città più pericolose al mondo non ve n’è nessuna che attraverseremo, mentre ve ne sono in Brasile e Stati Uniti, e chi si sognerebbe mai di ammonire qualcuno che va in vacanza in quei posti? E potrei andare avanti all’infinito… ma non voglio citare dati di cui non ho fonti.

E’ come uscire con l’ombrello perchè hai saputo che a 1000km di distanza sta piovendo!

Sembra proprio che certi paesi nutrono di cattiva reputazione infondata, alimentata dalla paura del diverso e da anni di pressione mediatica contro un certo lato di mondo.

In questi mesi ci informeremo il più possibile su dove siano effettivamente queste zone ad alto rischio e staremo ben attenti a tenerci lontano quanto basta da esse.
Per il resto non vogliamo privarci delle bellezze artistiche e culturali e la ricchezza degli incontri che faremo lungo la strada che c’è da qui… a Saigon!

(Andrea)

la frase del titolo è una riadattamento di una frase di Zero Dean

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